Poste Italiane: governo prende in mano dossier privatizzazione, sul mercato il 30-40%

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 10/01/2014 - 09:59
Il governo accelera sul dossier privatizzazione di Poste Italiane. L'intento è quello di mettere sul mercato tra il 30 e il 40% del gruppo attualmente interamente controllato dallo Stato. La quotazione a Piazza Affari  dovrebbe decollare entro l'anno con la concreta possibilità che si materializzi nella parte finale del 2014. Il dossier Poste Italiane è stato al centro del dibattito ieri in una riunione a Palazzo Chigi che ha visto la presenza tra gli altri dell'ad di Poste, Massimo Sarmi, del vice-ministro dello Sviluppo, Antonino Catricalà, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi.

Dall'Ipo il Tesoro incasserebbe 3-4 miliardi di euro
Dopo il successo della quotazione a Londra di Royal Mail, le poste britanniche, l'esecutivo guidato da Enrico Letta vuole sfruttare le condizioni favorevoli sul mercato per fare cassa con il collocamento di una quota tra il 30 e il 40% che significherebbe l'incasso di massimi 4 miliardi stando alle valutazioni prudenziali del gruppo che sono di circa 10 mld di euro (è la valutazione data da Deutsche Bank nel 2010 quando Cdp usci dal capitale attraverso uno swap azionario del 35% in favore del Tesoro). 

Il governo britannico dalla cessione del 33% di Royal Mail ha incassato 3 miliardi di sterline, con capitalizzazione salita dai 3,9 mld iniziali ai quasi 6,8 mld di euro attuali. Deutsche Post, le poste tedesche, risultano invece quotate dal lontano 2000 con quota detenuta dallo stato progressivamente scesa fino al 21% attuale e una capitalizzazione di mercato di oltre 31 mld di euro.  

Opv con una quota del 3-5% riservata ai dipendenti 
L'offerta pubblica di vendita (Opv) dovrebbe essere rivolta per il 50-60% a investitori istituzionali, una fetta del 3-5% delle azioni in collocamento riservata ai dipendenti e la restante parte al pubblico retail. L'ad di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ha già rimarcato in passato che una parte di azioni sarà riservata ai dipendenti del gruppo attraverso azioni gratuite con anche un rappresentante dei dipendenti nel consiglio di amministrazione di Poste Italiane

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