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Portogallo: fuori dal piano di salvataggio, alla riconquista dell’indipendenza finanziaria

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Il prossimo 17 maggio il Portogallo uscirà dal piano di salvataggio, dopo aver superato l’ultimo esame della Troika (i rappresentanti dell’Unione europea, della Bce e del Fondo monetario internazionale). E lo farà senza ulteriori aiuti da parte dei creditori internazionali. Lo ha annunciato ieri, in una conferenza stampa, il primo ministro portoghese, Pedro Passos Coelho, precisando che il Paese tornerà a finanziarsi sui mercati, senza una ulteriore linea di credito da parte di Unione europea e Fondo monetario internazionale. 
“Il 17 maggio resterà nella nostra storia come il giorno di tutti i portoghesi perché senza la loro forza non saremmo arrivati tanto lontano”, ha detto Coelho, proseguendo: “Non sarà il giorno del governo o del partito politico. Il 17 maggio sarà il vostro giorno. Ecco perché voglio congratularmi con tutti i portoghesi”. La decisione del governo era attesa nel fine settimana, in quanto doveva essere presa prima di oggi, giorno del meeting dei ministri delle Finanze della zona euro a Bruxelles.
 
Il Portogallo è il secondo Paese, dopo l’Irlanda, a riguadagnare la propria indipendenza finanziaria. Tre anni fa Lisbona era stata costretta dalla crisi ad accettare un prestito da 78 miliardi di euro in cambio di un programma di riforme ed austerità.
L’esame della Troika
Venerdì scorso il Portogallo ha superato con successo l’ultimo esame sui conti pubblici da parte della Troika. La revisione era iniziata il 22 aprile. A questo punto, il Paese riceverà nei prossimi giorni l’ultimo assegno di 2,6 miliardi prima di uscire definitivamente dal programma di aiuti. 
L’economia portoghese ha ripreso a crescere di nuovo l’anno scorso con un Pil che nel quarto trimestre del 2013 ha messo a segno una espansione dell’1,7% su base annuale. Il governo del Portogallo si aspetta una crescita dell’1,20% quest’anno e dell’1,5% l’anno prossimo.