Il Portogallo fa paura, volano gli spread. Per analisti è meglio cautela su Intesa Sanpaolo

Inviato da Micaela Osella il Lun, 10/01/2011 - 10:47
Inizio di settimana in rosso per la Borsa di Milano, zavorrata dalla performance negativa del comparto bancario. Sono i titoli delle banche a pagare lo scotto della febbre che ha colto ancora il mercato obbligazionario. Sono ancora i problemi della Periferia europea a mettere paura agli investitori. Ormai il ritornello non è più too big to fail, ma too big to save. La crisi debitoria della zona euro è tornata prepotentemente sotto la lente degli investitori sull'intensificarsi delle voci di questo fine settimana, secondo cui la pressione sul Portogallo perché accetti sostegno finanziario dall'Ue e dal Fmi starebbe salendo.
 
La pressione su Lisbona, che mira a contrastare una ulteriore escalation della crisi debitoria, arriva dopo l'impennata dello spread del rendimento del decennale di settimana scorsa, salito settimana scorsa di oltre il 7% a un massimo assoluto dall'introduzione dell'euro. E questa mattina non va meglio. "L'allargamento degli spread periferici sta continuando anche in mattinata con il differenziale Italia-Germania che si è portato a 197 punti base, quello spagnolo in prossimità dei 270 punti base e quello portoghese a 435", segnalano gli analisti di Mps Finance.
 
Secondo un articolo pubblicato da Der Spiegel on line, Francia e Germania avrebbero messo a punto un piano per convincere il Portogallo a chiedere gli aiuti del fondo di emergenza europeo. Il ministro delle Finanze tedesco ha però smentito queste voci. Smentite sono arrivate dal portavoce degli Affari Economici e Monetari dell'Ue. E anche il ministro del Tesoro lusitano, Elena Salgado, ha rispedito al mittente la speculazione. Il Portogallo non avrà bisogno di aiuto finanziari esterni, nonostante i suoi oneri finanziari in crescita a spirale, ha dichiarato la Salgado, stamattina in un'intervista con la stazione radio Cadena Ser. Ma il mercato fa spallucce.

"L'anno è chiaramente iniziato con una nota discretamente rialzista e quella che vediamo è una certa cautela là fuori", segnala Lorraine Tan, direttrice per l'equity research per l'Asia a Standard & Poor's a Singapore. "Ogni volta che ci sarà un'asta governativa in Europa questa creerà una certa ansietà sui mercati e ritengo che questa sarà una caratteristica di questo anno". "A nostro avviso, tutto questo la dice lunga sull'importanza che il mercato assegna alle aste di titoli di Stato in arrivo in Eurolandia, in particolare quella del Portogallo che questa settimana piazzerà bond a 4 e 9 anni, e riflette anche il crescente nervosismo tra gli investitori sullo stato dei conti portoghesi e l'abilità di Lisbona e degli altri paesi nell'assicurarsi la riuscita di queste operazioni sul mercato dei capitali a costi abbordabili", spiega Frank Engels di Barclays Capital.

"A nostro avviso il Portogallo potrebbe chiedere sostegno finanziario qualora la possibilità di avere credito dovesse scontrarsi con tassi di rendimento sempre più alti - osserva l'economista - . Tuttavia, siamo dell'idea che in condizioni di mercato normali, la Spagna dovrebbe rimanere solvente. Dal nostro punto di vista sarebbe importante per il Portogallo chiedere aiuto, potrebbe essere necessario per evitare che il contagio si sposti su altri debiti della Periferia d'Europa". "L'anno scorso le maggiori preoccupazioni si erano addensate su Grecia e Irlanda, la situazione adesso sempre volersi regalare un altro giro di crisi finanziaria. Il Portogallo, e poi forse la Spagna, sembra essere il Paese che attira l'attenzione in questo momento alla luce dell'asta di titoli di Stato che ha in vista. Anche l'Italia però inizia ad essere associata alla periferia europea, basta guardare cos'è successo sugli spreads", commentano gli analisti di Intermonte.

E in effetti sotto pressione sulle piazze continentali ci sono anche le banche tricolori. A Piazza Affari, dove il Ftse Mib lascia sul parterre l'1,21% a 20.290 punti, Mps cede il 3,13% a 0,804 euro, Intesa SanPaolo il 2,64% a 1,95 euro, Popolare di Milano il 3,05% a 2,54 euro, Ubi Banca il 2,27% a 6,44 euro, Banco Popolare il 2,03% a 3,25 euro, Unicredit il 2,09% a 1,498 euro. "Anche se le authority europee continueranno a dare rassicurazioni", segnala il broker, "è molto probabile che il processo sarà su una strada lunga e tortuosa dove ogni passo in qualsiasi direzione verrà percepito dal mercato all'insegna del nervosismo e dello scetticismo".

"Nonostante Intesa Sanpaolo sia la nostra principale scommessa tra i finanziari, ci aspettiamo un outlook di breve ancora complesso alla luce del possibile nuovo inasprirsi delle tematiche inerenti la crisi finanziaria Europea", proseguono gli esperti di Intermonte nel report uscita questa mattina e sfogliato da questa testata. "Questo timori - conclude il broker, che ha confermato l'outperform con target a 2 euro su Intesa - suggeriscono cautela sul titolo e che lo sconto a sul tangible equity value continuerà fino a quando la situazione non si sarà normalizzata, considerando anche l'elevata esposizione della banca al debito pubblico italiano".

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