Portogallo: bocciate nuove misure di austerità, al via tagli alla spesa pubblica. Ce la farà?

Inviato da Valeria Panigada il Lun, 08/04/2013 - 10:35

Il Portogallo si prepara a drastici tagli alla spesa pubblica dopo che la Corte Costituzionale ha respinto le misure di austerità contenute nella legge di bilancio 2013. E se da una parte questa decisione dà una boccata di ossigeno alla popolazione, con possibili risvolti positivi sui consumi, dall'altra solleva dubbi sulla sostenibilità degli impegni presi con la Troika relativi al piano di aiuti e sul raggiungimento degli obiettivi di riduzione del deficit.

Nel fine settimana la Corte costituzionale ha bocciato quattro delle nove misure di austerità proposte dal governo, perchè ritenute illegali e discriminatorie verso i dipendenti pubblici. In particolare, il voto contrario è stato espresso per l'eliminazione della quattordicesima e la riduzione del 6,4% per le pensioni dei lavoratori pubblici, il taglio alle indennità di disoccupazione e i tagli alla malattia. Le misure abrogate hanno un valore stimato di 0,8-1,3 miliardi di euro, ossia lo 0,8% del Pil. Il che significa un buco di bilancio che dovrà essere riempito altrimenti.

Come? In un discorso alla Nazione, ieri il premier Pedro Passos Coelho ha assicurato che non ci saranno aumenti delle imposte, ma tagli importanti alla spesa pubblica. Per assicurare il rigore finanziario occorrerà "contenere la spesa pubblica nei settori della sicurezza sociale, della sanità e dell'educazione", ha detto Coelho. I tagli verranno annunciati nello specifico nelle prossime settimane.

Il Portogallo ha chiuso il 2012 con un deficit pubblico al 6,4% del Pil contro un target fissato al 5%. Nella settima revisione del programma, la Troika ha deciso di rivedere l'obiettivo di disavanzo al 5,5% del Pil per il 2013. Un obiettivo comunque non facile da raggiungere per il governo di Coelho, che è sopravvissuto giovedì scorso a una mozione di sfiducia, e si trova così a colmare il vuoto di bilancio in un contesto politico difficile. "La prolungata austerità - ha commentato oggi Ing - ha stressato il tessuto sociale e ora ha avuto un impatto anche su quello istituzionale. Nonostante la dimensione del divario sia gestibile (il budget totale è stimato a un valore di circa 5,3 miliardi di euro), il governo dovrà trovare una soluzione da una posizione di partenza debole".

A questo punto non è escluso che Lisbona possa premere la Troika per concedergli più tempo o chiedere una riduzione degli interessi sul pacchetto di salvataggio di circa 80 miliardi di euro. "L'Eurogruppo dovrebbe discutere di una estensione degli aiuti al Portogallo già nella sua prossima riunione di venerdì - ha ricordato Cheuvreux - e riteniamo che, data la situazione attuale, un gesto positivo per l'Europa verrà ben accolto". Tuttavia, "nel lungo termine non si vede come il governo possa essere in grado di ridurre i suoi squilibri strutturali senza attuare ulteriori tagli ai salari del settore pubblico e le pensioni, che rappresentano più del 50% del bilancio, e senza aumentare più le tasse", avvertono da Cheuvreux. Una situazione che, secondo il broker francese, porterà in futuro a un nuovo piano di salvataggio per il Portogallo, in quanto il Paese lusitano potrebbe non essere in grado di tornare sui mercati a settembre, come invece il mercato si aspetta.

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