Portfolio: il trionfo della diversificazione (fondionline.it)

Inviato da Redazione il Mar, 28/03/2006 - 10:43
Credere nel buon senso comune è il primo indicatore dell'assenza di buon senso. La storia dei mercati appare in linea con questa sentenza del drammaturgo statunitense Eugene O'Neill. Gli investitori che decidono di seguire le mode dei mercati, finiscono per ottenere risultati peggiori rispetto a quelli offerti da strumenti e strategie dotati di minore glamour. L'esempio della 'new economy' è uno dei più clamorosi. Nell'anno 2000, le telecomunicazioni, l'informatica e i mezzi di comunicazione, erano i settori preferiti da analisti e investitori. Cinque anni dopo, accumulavano perdite superiori al 50%.

La sorpresa più grande è che i settori guida del primo lustro del nuovo millennio sono stati tabacco e risorse minerarie. Investire nelle corporate del tabacco nel 2000 non era una strategia ovvia o in linea con le mode del momento. 'Tuttavia, un investitore che abbia acquistato titoli di aziende attive in questo business e che abbia deciso di mantenerli in portafoglio fino al 2005, sarebbe cento volte più ricco rispetto ad un investitore che - nello stesso periodo - abbia puntato sui titoli del settore high tech.', ha sostenuto Paul Marsh, docente della London Business School e co- autore del report annuale che questa scuola di specializzazione elabora in collaborazione con l'ufficio studi della banca di investimento ABN Amro.

Lo studio analizza l'evoluzione degli investimenti in più di 50 paesi e include le serie storiche degli ultimi cento anni per i principali mercati del pianeta. I risultati annullano alcune delle credenze più diffuse tra gli investitori di ogni parte del pianeta. Si dimostra, per esempio, che le Borse dei paesi caratterizzati da bassi tassi di crescita del Pil offrono performance migliori di quelle dei paesi in cui l'incremento della ricchezza viaggia su ritmi elevati. Un esempio recente di questo trend è il caso della Cina. Il Pil del gigante asiatico è cresciuto ad un ritmo del 10% negli ultimi due anni, mentre il suo mercato azionario è l'unico grande mercato internazionale ad aver chiuso il biennio in territorio negativo.

Molti investitori credono che sia meglio investire nelle Borse dei paesi con valuta forte. I dati dimostrano che i risultati sono nettamente superiori nei paesi con divise debilitate. 'Dopo un periodo di debolezza sul fronte valutario, le corporate domestiche si trasformano in aziende competitive', si legge nel report. Lo studio dimostra che i titoli value si comportano meglio di quelle growth. 'Trionfano le imprese e i settori snobbati dai mercati', sostiene Marsh, ' e gli investimenti più noiosi e apparentemente meno interessanti sono i migliori nel lungo termine'. Il consiglio dello studioso è la costruzione di un portafoglio ben diversificato da mantenere per un lungo periodo di tempo.

Se i contenuti del report sono veritieri, c'è da chiedersi perché si sviluppino questi equivoci? Perché gli investitori fanno affidamento su strategie che hanno fallito in passato? Perché vengono preferite le promesse rispetto ai titoli che offrono più garanzie?

Daniel Nordby, psicologo di molti money manager Usa, ha sostenuto che gli investitori non si comportano in maniera razionale quando si tratta di decisioni che riguardano i propri investimenti. Dopo aver studiato a lungo il comportamento degli investitori, l'esperto ha riconosciuto che la paura per le perdite e l'avarizia sono tra le principali cause delle decisioni irrazionali. Nordby ha elaborato una serie di prove che dimostrano come la maggior parte degli investitori si muova tra due eccessi: eccesso di conservatorismo e assunzione di rischi troppo elevati.

Secondo lo psicologo, l'investitore medio tende a sopravvalutare le perdite e a non concentrarsi sui risultati globali del proprio piano di investimenti. L'avversione al rischio produrrebbe una specie di miopia che esaspera le perdite di portafoglio e non consente di vedere più in là del breve termine. Questa view miope impedirebbe a molti individui di riequilibrare periodicamente il portafoglio. Per superare le difficoltà, Nordby consiglia di costruire un portafoglio diversificato da mantenere per un periodo di tempo medio- lungo. A cura di www.fondionline.it



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