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Portabilità mutuo: l’Abi vuole condizioni competitive, i consumatori costo zero

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L’Associazione bancaria italiana (Abi)  e le associazioni a tutela dei consumatori non pervengono a un accordo sulla spinosa questione della portabilità dei mutui, tanto che i consumatori si vedono costretti ad abbandonare il tavolo delle trattative, il cui obiettivo sarebbe stato quello di mettere a punto un procedimento semplice, chiaro e, soprattutto, a costo zero per coloro che volessero contrarre il mutuo con un’altra banca. Il motivo della rottura, stando a quanto sostengono le associazioni dei consumatori, è che le banche si rifiutano di accettare il costo zero per il passaggio a un altro istituto finanziatore.


“Da otto mesi – si apprende da una nota diramata da Altroconsumo – è in vigore il sistema che permetterebbe ai consumatori di cambiare banca e contratto di mutuo senza spese, ma le banche non lo applicano”. “E continuano – aggiunge l’associazione a tutela dei consumatori – a non volerlo applicare”. Il tavolo delle trattive, come spiega Altroconsumo, è saltato poiché “l’Abi ha respinto l’ipotesi di applicazione della portabilità del mutuo attraverso la cosiddetta surrogazione dell’ipoteca senza presenza di notaio obbligatoria, sistema che eliminerebbe i costi per il consumatore, proprio come previsto dall’articolo 8 della legge 40/2007”.

Da ricordare che la legge 2 aprile 2007, n. 40, all’articolo 8 “Portabilità del mutuo; surrogazione (ovvero il subingresso di un terzo nei diritti del creditore verso il debitore per effetto del pagamento del debito da parte del terzo stesso, ndr)” stabilisce, tra le altre cose, che “Nell’ipotesi di surrogazione, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie accessorie, personali e reali, al credito surrogato”, che “E’ nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l’esercizio della facoltà di surrogazione” e inoltre che “La surrogazione per volontà del debitore non comporta il venir meno dei benefici fiscali”. Il problema principale, sostengono le associazioni dei consumatori, è che, nonostante la legge esista, essa risulti ancora lettera morta.


“Adusbef e Federconsumatori – si apprende invece da una nota stampa delle due associazioni a tutela dei consumatori per quanto concerne la rottura con l’Associazione bancaria italiana – nel denunciare ancora una volta le lungaggini dell’Abi,che istituisce tavoli solo per guadagnare tempo e disapplicare una norma chiara che impone la trasferibilità dei mutui senza alcun onere per i consumatori, chiedono al Governo di far rispettare una legge dello stato disattesa e gravemente violata dalle banche per mere finalità speculative e per indebolire ulteriormente 1,9 milioni di famiglie a rischio insolvenza”, principalmente a causa delle rate del mutuo a tasso variabile, cresciute a dismisura per via del ciclo di rialzo del costo del denaro avviato dalla Banca centrale europea a fine 2005 e interrotto – forse solo temporaneamente – nel mese di giugno.


L’Abi, dal canto suo, con una nota che porta propria la data di ieri, fa sapere che “sta ultimando la procedura raccomandata per la portabilità delle operazioni di mutuo come previsto dalla legge Bersani. Si tratta di una procedura operativa finalizzata a garantire semplicità, certezza applicativa e velocità realizzativa per i clienti che intendano sfruttare le nuove opportunità dettate dalla legge”. Tuttavia l’Abi sembra proprio non volerne sapere di costo zero: “Le condizioni economiche dell’operazione, nell’obiettivo della massima economicità per la clientela, saranno determinate competitivamente dalle singole banche”.