Popolare di Milano, tempesta sul bond convertendo 2009/2013

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 22/12/2011 - 10:47
La tempesta torna a montare in casa Bpm. Oggi l´Assemblea degli obbligazionisti della Banca Popolare di Milano si riunisce per decidere sull´anticipo della scadenza del bond convertendo al 29 dicembre 2011 dall´1 giugno 2013. Una scelta difficile da digerire per molti obbligazionisti. Secondo le stime delle Associazioni di consumatori gli investitori andranno incontro a perdite comprese tra il 50% e il 70% considerando le quotazioni depresse del titolo della banca milanese. A poco serve la riduzione del prezzo di conversione, a 2,71 da 6 euro. Il titolo Bpm ne vale in Borsa circa 0,31.

Il bond convertendo da oltre 400 milioni di euro venne lanciato a fine 2009 e affiancato all´operazione Tremonti bond per permettere alla Bpm di rafforzare il patrimonio, messo a dura prova dalla crisi finanziaria. Al fine 2009 il valore del titolo Bpm era di circa 1,6 euro. Attualmente vale poco meno di 0,31 euro. Il crollo è dell´80%. L´anticipo della scadenza toglie, sottolineano le Associazioni, ogni speranza di poter recuperare almeno parte delle perdite.

Le contestazioni tuttavia non riguardano solo l´anticipo della scadenza ma lo stesso collocamento del bond e come un prodotto simile sia potuto finire nel portafoglio di investitori con un livello di preparazione inadeguato. "Un titolo del genere (può essere rimborsato solo in azioni ndr) così complesso e dal rendimento incerto, avrebbe dovuto essere destinato solo a investitori esperti e disponibili ad accettare un rischio elevato" dichiara Altronconsumo. Bpm avrebbe spinto queste obbligazioni anche presso clienti senza queste caratteristiche. "Tanto che la Consob - precisa Altroconsumo - ha multato tre dirigenti di Bpm per pratiche commerciali scorrette".

Federconsumatori in un comunicato stampa ricorda che l´obbligazione fu accolta con freddezza dagli investitori istituzionali e suscitò immediata attenzione da parte della Consob. La Commissione impose che nel prospetto di collocamento fossero inseriti degli scenari di probabilità in base ai quali le possibilità che il rendimento fosse negativo sfioravano il 70%. Bpm decise quindi di spostare "la massa dei titoli verso il portafoglio dei propri correntisti" evidenzia il comunicato.

Da qui la decisione delle Associazioni di presentare un esposto in Consob e avviare in tempi rapidi una class action contro la Banca Popolare di Milano. Sotto la lente proprio la decisione di anticipare la scadenza del convertendo per fare cassa e le modalità di collocamento del bond presso la clientela. Se le ragioni degli obbligazionisti dovessero essere accolte, gli analisti indicano che la banca milanese potrebbe trovarsi a dover contrattare nuovi ratio di conversione, più in linea con i valori attuali di Borsa, e accantonamenti. Bpm ha appena concluso un aumento di capitale da 800 milioni di euro, sottoscritto al 94 per cento.

Alessandro Piu
Ufficio Studi Brown Editore
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