Pop. Milano, Mazzotta deve vincere in Arena prima agguantare il Toro

Inviato da Redazione il Ven, 20/05/2005 - 19:00
La quotazione di Toro, gruppo assicurativo alla ricerca di un partner bancario per colmare il proprio vuoto nella bancassurance, ha riacceso il dibattito sullo scacchiere delle alleanze tra chi vende polizze vita e chi ha la presenza sul territorio per poterle distribuire capillarmente. La società del gruppo DeAgostini ha buttato l'esca: "Vogliamo un accordo che sia win on win" ha ripetuto più volte l'a.d. Sandro Salvati, intendendo che Toro non accetterà "mai" una liason troppo sbilanciata a favore degli istituti di credito.
Il mercato non hanno perso un secondo ed è partito il tam tam intorno a chi riuscisse a prendere al lazo il Toro. Tra i papabili qualcuno ha fatto il nome della Popolare di Milano di Roberto Mazzotta, che si starebbe movendo sotto traccia magari facendosi anticipare da un acquisto di titoli della compagnia torinese ora in fase di offerta pubblica di vendita. Un'ipotesi questa che, a ben vedere, non è molto popolare. Marco Boroli, uno degli esponenti più autorevoli della famiglia che divide con i Drago la proprietà del gruppo DeAgostini, siede infatti nel cda del Banco Popolare di Verona e Novara del quale è anche membro del comitato esecutivo. E l'apertura di Toro proprio ad un'altra popolare che ha sovrapposizioni territoriali con il gruppo presieduto da Fratta Pasini potrebbe non essere vista proprio come un "gentlement agreement" a Verona. Business is business, è vero. Ma che non sia così impopolare.
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