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Pop Milano guardata a vista dal mercato, le sorprese potrebbero non essere finite

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La Banca Popolare di Milano resta ai nastri di partenza. Il titolo dell’istituto guidato da Roberto Mazzotta prende fiato in Borsa dopo la cavalcata di ieri limitandosi a spuntare un +0,09% a quota 11,13 euro. Essere stata scartata nell’affaire Lodi non sarebbe andato già all’amministratore delegato della Milano, Roberto Mazzotta, sostengono alcuni quotidiani. Tanto che l’ad sarebbe disposto a dare battaglia legale per l’uscita dalla short list per la Banca Popolare Italiana. “E’ certo che l’operazione con Bpi era l’ultima chance che la banca aveva per crescere dimensionalmente e ancora una volta di più la fallita aggregazione mostra quanto sia determinante il peso dei sindacati”, commenta un analista di una prestigiosa casa d’affari milanese che preferisce mantenere l’anonimato. Secondo gli analisti di Cheuvreux l’esclusione dalla corsa verso la Lodi è una buona notizia. “Per la Banca Popolare di Milano l’operazione sarebbe stata troppo costosa ed estramamente diluitiva sull’utile per azione”, spiegano questi esperti. Tanto che il broker suggerisce di switchare dal Banco Popolare di Verona e Novara e di entrare nella Milano e in Bpu.