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Pop Milano, dopo il grande entusiasmo arrivano sedute piatte

QUOTAZIONI Banco Bpm
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Seduta poco mossa per la Banca Popolare di Milano. Il titolo dell’istituto dall’animo popolare accusa un ribasso dello 0,14%, scambiando a quota 5,65 euro. Nell’ultimo mese non c’è che dire, Bpm ha messo a segno una performance del calibro del 9,11%, sovraperformando il Mibtel (+3,1%) ed il DJ Euro Stoxx Banks (+4,5%). “Considerando sia l’upside che si è creato sul titolo, +3,4%, sia l’ottima performance dell’ultimo mese, il nostro consiglio operativo sul Banca Popolare di Milano è quello di prendere profitto”, suggeriva l’altro giorno Gabriele Ciotti di RasBank, che ha abbassato il rating sulla Bpm a neutral dal precedente outperform con target price a 5,7 euro. I segnali che arrivano dall’analisi tecnica non si discostano molto dal pensiero dell’analista. “La Banca Popolare di Milano è in congestione: il titolo si sta muovendo in un range tra 5,50-5,70 euro e non sta dando segnali di rialzo”, commenta Mauro Ippolito di TraderMade. “Nell’ultimo mese l’azione si è mossa bene, ma adesso deve superare un ostacolo difficile, la resistenza a 5,70 euro. Il primo target è posto a 5,90 euro, successivo a 6,10 euro”. Come mai allora tutto questo movimento sull’azione nelle ultime settimane? “La Popolare si è mossa sulla chiamata di Goldman Sachs ed è stata riscoperta insieme alla Popolare di Lodi e alla Bpu. Il comparto delle Popolari si sta muovendo su valori bassi e quindi non è avventato entrare”, risponde Andrea Pastorelli di Ifigest. “In particolare sulla Popolare di Milano si parla da tempo di un partner in arrivo”, aggiunge l’esperto. E si sa che un pizzico di speculazione non nuoce ai titoli di piazza Affari. Il mercato aveva adocchiato come papabile candidato per la Bpm Unicredit. Ma l’istituto guidato da Alessandro Profumo si era tirato indietro nell’affaire. Eppure qualcuno continua a crederci. “Sarebbe un gemellaggio perfetto perché dal punto di vista strategico sono due realtà assolutamente complementari prive di sovrapposizioni”, sostiene un analista che preferisce mantenere l’anonimato.