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Pop Milano: Centrosim, l’improvviso dietrofront nelle nozze con Bper apre scenari incerti

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I giochi sono aperti sulla Banca Popolare di Milano. E adesso sotto a chi tocca. Dopo la decisione del consiglio di amministrazione dell’istituto meneghino di bocciare le modifiche statutarie preliminari alla fusione con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il mercato è tornato a scommettere su nuovi scenari evolutivi, che vedono la Popolare di Milano come preda potenziale. Il titolo della banca guidata da Roberto Mazzotta ha chiuso ieri con un rialzo di quasi il 6%, con 41 milioni di pezzi scambiati, pari a circa il 10% del capitale. “L’improvviso dietrofront del CdA della Bpm nei confronti della fusione con Bper apre scenari piuttosto incerti per la banca”, sostengono gli analisti di Centrosim nel report uscito oggi e raccolto da Finanza.com. C’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le opportunità rimaste sul tavolo. “Il mercato comincia a ragionare su diverse ipotesi, da un’alleanza con Unipol cui potrebbe peraltro pensare anche la stessa Bper, all’eventuale interesse di altri gruppi domestici, desiderosi a rafforzarsi in Lombardia come ad esempio Banca MPS”, snocciolano alla casa d’affari, puntualizzando: “L’incertezza coinvolge anche i futuri assetti della governance interna, inclusa la posizione del Presidente Roberto Mazzotta”. Nell’attesa di sviluppi concreti gli esperti di Centrosim hanno messo sotto revisione il rating della Popolare di Milano con annesso prezzo obiettivo.