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Pop. Mi: Mazzotta, strategia di aggregazione per superare vincolo dimensionale

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Banca Popolare di Milano ha riportato nel 2005 un utile netto di 259 milioni di euro, in progresso del 116,7% rispetto all’esercizio 2004 e per il 2006 prospetta due scenari: uno più prudente in cui ipotizza un costo medio del credito pari a 65 punti base e vede un utile netto in crescita del 20-25%; l’altro meno prudente in cui i livelli attuali del costo medio del credito saranno mantenuti a 50 punti base e in cui l’utile netto possa migliorare di circa il 30%. “Ritengo che il livello di costo medio del credito raggiunto quest’anno”, ha spiegato il direttore generale dell’istituto, Fabrizio Viola, all’incontro di questa mattina con i giornalisti, “sia difficilmente comprimibile”. Il presidente di Banca Popolare di Milano, Roberto Mazzotta, rispondendo alla domanda di chi gli chiedeva perché con tali numeri il gruppo dovrebbe procedere ad eventuali aggregazioni e non optare per l’ipotesi stand-alone, ha spiegato che l’istituto non sta facendo un percorso di crescita importante. “Pensiamo”, ha precisato Mazzotta, “a un’espansione dei volumi nell’area che presidiamo. Riteniamo che proseguendo così si possa arrivare a una fase in cui la capacità di aumentare i ricavi e l’efficienza si possa scontrare con un vincolo dimensionale. Deve dunque esserci una strategia per superare il vincolo dimensionale che potrà essere solo una strategia di aggregazione, e non di acquisizione, con aziende che devono fronteggiare il nostro stesso problema”.