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Pop Lodi non fa una piega alle indiscrezioni, titolo poco mosso

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Seduta poco mossa per la Banca Popolare di Lodi. Il titolo dell’istituto lodigiano spunta lo 0,07%, scambiando a quota 8,08 euro. La stampa nel fine settimana non ha risparmiato la Banca di Gianpiero Fiorani. In molti sostengono che l’istituto potrebbe chiudere la partita con Abn Amro sull’istituto patavino, convocando l’assemblea dei soci in prima qualora il “suo” schieramento avesse in mano il 50% più un’azione. Un’ipotesi non proprio campata in aria: si mormora che la Lodi avrebbe in mano il 29,9%, Emilio Gnutti il 5%, Ricucci il 5%, Unipol il 2%. Facendo due conti la cordata della Lodi arriverebbe al 42%. La stampa non esclude però una percentuale maggiore. Giovedì 28 aprile verranno depositate le azioni in vista dell’assemblea e se supereranno il 50% il presidente Tommaso Cartone fisserà l’assemblea per sabato, 30 aprile. Per quella data Banca d’Italia non darà molto probabilmente l’autorizzazione a lanciare l’Opa agli olandesi, potendo prendere tempo fino all’8 maggio. Dunque Fiorani potrebbe tastare il polso al progetto industriale accarezzato da lungo tempo. Secondo la stampa Fiorani proporrà uno scambio di azioni, offrendo agli azionisti di Padova azioni della controllata Reti Bancarie (+0,42% a quota 40,70 euro) con un concambio che che rifletterà il valore dei due titoli in Borsa. Su un altro binario lavora Cardia e il suo team della Consob per valutare che non ci siano stati acquisti di concerto nelle ultime settimane da Giampiero Fiorani e dai suoi alleati.