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Polizze multiramo: i consigli dell’Ivass ai risparmiatori per evitare rischi

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Dopo un incontro con le associazioni dei consumatori, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha diffuso una breve guida per conoscere ed evitare alcune criticità, in termini di complessità e rischiosità per la clientela retail, riscontrate nelle polizze vita multiramo.
Si tratta dei prodotti assicurativi che ora vanno per la maggiore e che combinano le cosiddette gestione separate (con garanzia finanziaria da parte dell’impresa) e le polizze unit linked (in cui il rischio di investimento resta a carico dell’assicurato).
L’autorità di vigilanza sul settore assicurativo ha esaminato finora 25 prodotti di 17 compagnie (ne ha censiti 73, venduti da 32 imprese); su alcune imprese sono stati effettuati primi interventi, anche ispettivi, per comprendere meglio la struttura delle polizze e le modalità di vendita e ora sta predisponendo un piano di azione.

Intanto, d’accordo con le associazioni dei consumatori, l’Ivass dà alcuni consigli ai consumatori:

1) attenzione all’informativa precontrattuale: prendersi il tempo per leggere bene, a casa, il fascicolo informativo ed evitare di acquistare un prodotto di cui non sono stati compresi i meccanismi e le opzioni eventualmente offerte. Fascicoli troppo voluminosi possono nascondere rischi e costi di non immediata evidenza;

2) attenzioni ai rischi: valutare bene il livello di rischio che si è disposti ad assumere. Le somme investite nella componente finanziaria (unit linked) infatti non sono garantite dall’impresa e il rischio di investimento resta a carico dell’assicurato;

3) attenzione alle parole: nel fascicolo informativo vengono a volte usati termini come “capitale protetto”, “protezione fino al 90%, ecc… che sembrano indicare che l’impresa si impegna a restituire tutto o parte del capitale investito. In realtà questi termini non equivalgono ad una garanzia effettiva, ma esprimono solo un obiettivo della gestione finanziaria;

4) attenzione alle domande per la “profilatura” del cliente: per accertare che il prodotto sia adeguato l’intermediario deve rivolgere una serie di domande al cliente, che portano alla sua classificazione come persona con “propensione al rischio: bassa, media, alta” …ecc.. (in maniera similare alla c.d. profilatura Mifid). Pretendere che queste domande vi siano rivolte e rispondere in prima persona senza delegare la compilazione del questionario all’intermediario;

5) attenzione ai costi. Nel fascicolo informativo deve esserci una tabella con i costi medi percentuali annui della polizza. Se il costo annuo è dell’xx% significa che occorre una redditività annua superiore per non finire in perdita;

6) attenzione ai trasferimenti di somme nel corso del contratto: verificare se sono previsti meccanismi di riallocazione del capitale tra le diverse componenti (garantita e non) nel corso della durata del contratto, effettuati automaticamente dall’impresa. In tal caso farsi spiegare bene dall’intermediario in cosa consistono, quanto costano e quando si attivano.