Politici tedeschi contro Monti: "Non rinunceremo al Parlamento per pagare i debiti dell'Italia"

Inviato da Floriana Liuni il Lun, 06/08/2012 - 15:51
Una frase che i media italiani hanno quasi ignorato nell'intervista del premier Monti al settimanale tedesco Der Spiegel ha scatenato l'irritata reazione bipartisan dei politici teutonici. Il pensiero incriminato del premier italiano è quello secondo cui i governi delle nazioni dovrebbero poter operare con una certa autonomia dai Parlamenti, pena il rischio di disgregare l'Unione Europea piuttosto che aggregarla.

La reazione tedesca è giunta oggi, quando l'intervista a Der Spiegel è stata resa nota, ed è stata tutta a favore della democrazia parlamentare che Monti, con le sue parole, sembra voler negare. "In Germania il Cancelliere e' consapevole che la legislazione deve essere sostenuta dal Parlamento e che questo vi partecipi attivamente'', ha commentato il portavoce del Cancelliere Merkel a Berlino, George Streiter, durante una conferenza stampa, e ha aggiunto che la Merkel non crede che l'unità dell'Eurozona sia a rischio, invitando perciò ad una "maggiore calma" nel dibattito politico.

Altrettanto pacata ma decisa la replica del portavoce della Commissione Europea Olivier Bailly, che mette subito in chiaro come l'Ue "rispetti in pieno il ruolo dei Parlamenti" e come sia basata su determinate regole per quanto riguarda l'adozione e l'attuazione degli strumenti finanziari a livello dei Paesi Ue. Tali regole sono "chiare e sono fissate in diversi testi legali che sono stati ratificati dai Paesi membri. Secondo questi testi, le decisioni legali e gli impegni presi dai governi a Bruxelles, in particolare quelli dei Paesi dell'area euro, devono essere tradotti in procedure nazionali ed in alcuni Paesi membri devono essere convalidati dai Parlamenti nazionali".

Meno teneri gli esponenti politici tedeschi, che accusano apertamente Monti di creare ad arte un discorso filoeuropeo per camuffare la sua sete di denaro tedesco per pagare i debiti italiani. Il segretario della Csu della Bavaria Alexander Dobrindt, definisce le parole di Monti un "attentato alla democrazia", e aggiunge che "la brama di soldi dei contribuenti tedeschi spinge il signor Monti a un florilegio anti-democratico". E aggiunge: "Noi tedeschi non saremo disposti ad abrogare la nostra democrazia per finanziare i debiti italiani".

Non da meno è il liberale Frank Scheffler, secondo il quale "Monti vuole risolvere i suoi problemi a spese dei contribuenti tedeschi e li impacchetta in una lirica europea", mentre per il presidente dei liberali al Bundestag, Rainer Bruederle,"bisogna fare attenzione a che l'Europa rimanga democraticamente legittimata". Infine, rincara la dose il socialdemocratico Joachim Poss, "l'accettazione dell'euro ed il suo salvataggio sono rafforzati dai parlamenti nazionali e non indeboliti", e aggiunge che l'affermazione di Monti nasce da un senso del parlamentarismo che in Italia è stato danneggiato dagli "inenarrabili anni del berlusconismo".
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