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La politica monetaria non è la soluzione ai problemi dell’Europa (Weber). Puntate sulle infrastrutture  

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I problemi del Vecchio continente non possono essere risolti esclusivamente attraverso mosse di politiche monetarie. E’ questa la convinzione di Axel Weber, attualmente nel board di UBS ma con un recente passato all’interno del direttivo della Banca Centrale Europea (dal 2004 al 2011).

 

Secondo Weber gli interventi di politica monetaria possono rappresentare una soluzione di natura esclusivamente temporanea, che se effettuati senza sotegni all’economia reale sono destinati a non avere alcuna efficacia nel medio e lungo termine. “Attualmente c’è un’eccessiva fiducia nella capacità della politica monetaria di risolvere i problemi dell’Europa” ha sottolineato Weber nel corso di un’intervista.

 

Secondo l’esperto le mosse messe in atto dai banchieri centrali e dai ministri finanziari negli ultimi mesi sono stati partoriti da aspettative eccessivamente ottimistiche e i cui risultati stentano chiaramente a ripercuotersi sull’economia reale. Servono, a suo avviso, riforme strutturali che facciano realmente ripartire le economie e premino il potenziale di crescita delle economie europee nel lungo termine.

Weber ha ribadito l’importanza di agire sulla politica fiscale dei singoli Paesi, soprattutto ora che gli spazi di intervento a livello di politica monetaria si stanno progressivamente riducendo.

Secondo l’esperto si dovrebbe incoraggiare il settore privato ad investire, particolarmente nelle infrastrutture favorendo di conseguenza la crescita e lo sviluppo nell’intera area continentale. “Il termine infrastruttura sarà la parola d’ordine per nei prossimi 10 anni volta a cambiare il destino dell’Europa. No certo la politica monetaria” ha dichiarato Weber.