Poche italiane tra le 500 aziende più grandi del mondo

Inviato da Pablo Turini il Mar, 17/07/2007 - 11:07
 
Benzina, automobili e cibo. Questi tre elementi, apparentemente slegati tra loro, sono a quanto pare le principali priorità dell'umanità. Passi per il cibo, vista l'evidente necessità di alimentarsi di ogni essere vivente, colpiscono le primissime posizioni condivise dalle automobili e dal petrolio. La classifica è quella stilata dalla rivista Forbes, che ogni anno elenca - in ordine di ricchezza in base al fatturato prodotto - le 500 più importanti aziende del mondo.
 

La prima società al mondo è il gigante Wal-Mart, l'amata e odiata catena di supermercati americani, con un fatturato di oltre 350 miliardi  di dollari e un utile di poco superiore agli 11 miliardi di dollari. A ridosso della prima posizione, scendendo nella classifica generale, le prime dieci posizioni sono tutte occupate da società petrolifere e case automobilistiche: Exxon Mobil occupa la seconda posizione con un fatturato di 347 miliardi di dollari e un fatturato di oltre 39 miliardi di dollari, in quinta posizione c'è la General Motors, che fattura 207 miliardi di dollari ma perde quasi due miliardi di dollari nell'ultimo anno. Toyota è sesta, con un fatturato di poco inferiore a quello della rivale statunitense ma un utile di oltre 14 miliardi di dollari.

Oltre la decima posizione troviamo tutti i principali gruppi finanziari e assicurativi della Terra. E qui la voce utili è alquanto interessante. Ad esempio, in tredicesima posizione si classifica l'ING group, che fattura la metà circa di Wal-Mart, con 158 miliardi di dollari, ma che registra un utile di poco inferiore a quello della catena di supermarket con poco meno di 10 miliardi di dollari. In quattordicesima posizione si piazza Citigroup, che fattura più o meno come la ING ma ha un utile doppio rispetto alla società olandese e rispetto alla stessa Wal-Mart.

Le società italiane non se la cavano poi così male, con 10 aziende  tra le prime 500, ma è evidente la taglia media decisamente inferiore rispetto ai big del mercato. Eni, ad esempio, ottiene il ventiseiesimo posto, con un fatturato di oltre 109 miliardi di dollari e un utile di ben 11 miliardi. Generali figura invece in trentesima posizione, con un fatturato di 101 miliardi di dollari, e Unicredit con circa la metà degli incassi della cugina di Trieste ottiene la novantasettesima posizione.
Un risultato di assoluto rilievo considerando che la banca di Alessandro Profumo nella precedente rilevazione era solo alla posizione 286. La rinata Fiat conquista la posizione 84, mentre ad Enel tocca la posizione 124, seguita da: Telecom Italia (156), San Paolo IMI (303), Poste Italiane (334), Intesa San Paolo (337), Finmeccanica (454).

A livello geografico la città con la più alta concentrazione di aziende big è Tokyo, che ne conta addirittura 50. Segue - un po' a sorpresa - Parigi con ben 26 aziende, mentre New York è solo terza con 22 società al top, a pari merito con Londra. In quarta posizione è evidente il nuovo che avanza, con Pechino che fa bella mostra di 18 aziende classificate tra le prime 500 al mondo. Roma si piazza solo decima, con cinque aziende, a pari merito di Atlanta.

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