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Pmi spinge l’eurodollaro in quota 1,37

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Segno più per la divisa di Eurolandia che oggi capitalizza la salita ai massimi da due anni e mezzo dell’indice che rileva la fiducia dei direttori degli acquisti del manifatturiero europeo, salito a gennaio a 53,9 punti (massimo da maggio 2011). Indicazioni positive anche dal dato relativo il settore dei servizi (da 51 a 51,9) mentre l’indice composito ha fatto segnare il valore maggiore dal giugno 2011 (da 52,1 a 52,4).

I dati fanno ben sperare sul rafforzamento della ripresa europea nel 2014 e hanno spinto il cambio tra l’euro e il biglietto verde fino a 1,3685, quasi una figura e mezzo in più rispetto al dato precedente e livello maggiore da quasi 10 giorni. “Il cross si è avvicinato agli ostacoli situati a 1,37, picco del 14 gennaio e 50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai top del 27 dicembre, il cui superamento darebbe forza alle pressioni rialziste creando i presupposti per un ulteriore allungo in direzione degli obiettivi posti a 1,3750 e 1,3820, ultimi ostacoli prima di raggiungere la vetta di 1,3894”, rileva Filippo Diodovich di IG.

Nonostante i recenti segnali positivi, secondo il 57% degli operatori contattati da Bloomberg la crisi del debito europea è ormai finita, il n.1 della banca centrale europea, Mario Draghi, invita alla prudenza e mette in guardia da “previsioni eccessivamente ottimistiche”.

Acquisti anche sull’euroyen che oggi ha fatto segnare un massimo intraday a 142,41. “La resistenza successiva rimane a 142,70, target dettato dall’ampiezza del trading range degli ultimi giorni proiettata sul break out”, commenta da IG Vincenzo Longo. Un superamento di tale riferimento “aprirebbe al raggiungimento di 143-143,15, dove passa il 50% del ritracciamento di Fibonacci”.