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Pmi Italia ritrova slancio a ottobre, ripresa economica si prospetta duratura

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Riscontri decisamente positivi dall’indice Pmi manifatturiero italiano che a ottobre è ritornato ai massimi da luglio e segnala un buon inizio di quarto trimestre per l’attività produttiva con prospettive positive per la restante parte dell’anno.
A ottobre, secondo i dati elaborati da Markit/ADACI, l’indice PMI manifatturiero si è attestato a 54,1 punti dai 52,7 della passata rilevazione. Le attese erano ferme a 53,1 punti. Si tratta del livello più alto degli ultimi 3 mesi sotto la spinta derivante dall’accelerazione della crescita della produzione. 

Pmi sospinto da balzo dei nuovi ordini 
Spicca il progresso dei nuovi ordini che hanno accelerato a 55,3 dai 53,9 di settembre sostenuti dalla componente estera. “I nuovi ordini export sono aumentati per il 34° mese consecutivo e al tasso più rapido da luglio”, sottolinea Filippo Diodovich, market strategist di IG. 
Le aziende manifatturiere italiane hanno quindi registrato un buon inizio del quarto trimestre “con produzione e nuovi ordini in crescita a tassi robusti e accelerati – sottolinea la nota di Markit/ADACI – e conseguentemente è rimasta sostenuta la crescita dei livelli degli acquisti e quella dell’occupazione mentre altrove sono state riportate le diminuzioni maggiori dei prezzi d’acquisto in quasi due anni e mezzo, provocando la seconda diminuzione consecutiva su base mensile dei prezzi alla vendita”. 
“Il settore manifatturiero italiano ha ripreso vigore – sottolinea Phil Smith, economista di Markit – con ottobre che ha osservato gli aumenti maggiori della produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali. Secondo le imprese campione è incoraggiante assistere ad una ripresa sia da parte del mercato nazionale che da quello internazionale, facendo presagire quindi ad una lunga ripresa”.

Sponda anche da calo prezzi materie prime 
Un ulteriore elemento di traino per l’attività economica in Italia è la discesa dei prezzi delle materie prime. “Le imprese manifatturiere hanno tratto vantaggio dal terzo mese consecutivo di calo dei prezzi di acquisto, causato dalla contrazione maggiore in quasi due anni delle materie prime a livello globale – commenta Smith –  Ciò ha provocato l’ulteriore crollo dei prezzi di vendita che inevitabilmente incrementa le prospettive di crescita degli ultimi mesi dell’anno in corso”.