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Pmi indicano crescita Eurozona ai massimi a 6 anni nel II trimestre, effetto Macron fa scattare la Francia. Per Italia rischio rallentamento

Gli indici Pmi vedono l’Eurozona a ritmi di crescita ai massimi degli ultimi sei anni. Giugno ha visto un rallentamento generalizzato, ma meno marcato rispetto a quanto evidenziato dalla lettura …

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Anche se a giugno la crescita della produzione è rallentata, l’Eurozona archivia il secondo trimestre dell’anno con crescita ai massimi degli ultimi sei anni. Una crescita che si mostra solida e, come sottolineato anche da Fmi nelle scorse settimane, più diffusa e omogenea tra i vari paesi dell’Unione. Giugno ha visto un rallentamento generalizzato, ma meno marcato rispetto a quanto evidenziato dalla lettura flash. Molto bene la Francia, mentre l’Italia difficilmente riuscirà ad accelerare nel secondo trimestre rispetto al ritmo di crescita del primo scorcio d’anno.

L’indice composito, pubblicato oggi da Markit e che sintetizza l’andamento del settore manifatturiero e terziario, è sceso a 56,3 punti a giugno, superiore alla precedente stima flash di 55,7 e solo leggermente inferiore ai record in sei anni di aprile e maggio (56,8). L’indice PMI dei servizi in Europa è sceso a 55,4 punti dai 56,3 punti del mese precedente attestandosi ai minimi a cinque mesi anche se superiore all’indicazione preliminare diffusa nei giorni scorsi (54,7 punti).

La lettura media dell’intero secondo trimestre di 56,6 risulta essere la migliore dai primi 3 mesi del 2011. L’espansione, sottolinea Markit, è stata di nuovo guidata dal manifatturiero, settore in cui la produzione è aumentata al record da aprile 2011. Sebbene il tasso di crescita dell’attività del terziario abbia rallentato, è stato ancora tra i più forti degli ultimi sei anni. “L’ultima lettura indica un incremento dell’Eurozona della ragguardevole percentuale dello 0,7% nel secondo trimestre“, commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit.

Buone indicazioni anche dalle vendite al dettaglio salite dello 0,4% a maggio. Il dato è migliore rispetto al +0,3% delle attese di consensus. La variazione tendenziale è di +2,6%.

Effetto Macron fa volare Pmi Francia

Per quanto riguarda i singoli Stati, il Pmi servizi definitivo della Francia è stato 56,9 dai 57,2 di maggio, ma decisamente meglio del consensus (55,3).

La revisione al rialzo è stata generalizzato tra i componenti, sostenuta in particolare dal miglioramento del clima politico”, rimarca Apolline Menut, economista di Barclays, che ritiene tali solidi Pmi si tradurranno per la Francia in un Pil sostenuto nel secondo trimestre (stima Barclays è +0,5% t/t).

Per Italia difficile un’accelerazione del PIL

Pmi servizi della Germania è 54 dai 55,4 del mese precedente, anche in questo caso sopra le attese (53,7). L’indice Pmi servizi dell’Italia si è attestato a 53,6 punti rispetto ai 55,1 di maggio (consensus 54,6). Riscontri che suggeriscono condizioni ancora orientate positivamente “ma difficilmente la crescita si rafforzerà dal +0,4% t/t registrato nel 1° trimestre”.

Dubbi sul ritmo di crescita dell’Italia sollevati oggi dall’Istat che vede l’espansione proseguire anche nei prossimi mesi, anche se a ritmo più lento. “L’indicatore anticipatore registra un’ulteriore variazione positiva sebbene in rallentamento rispetto ai mesi precedenti”, si legge nel Bollettino mensile diffuso oggi.