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Platino: Credit Suisse preferisce la materia prima, cautela sull’equity

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Secondo Credit Suisse, il calo nei prezzi del platino e derivati che si è avuto di recente difficilmente verrà recuperato a breve, data la situazione economica nel suo complesso. Gli analisti svizzeri si aspettano una ripresa nel più lungo termine, quando riprenderà l’attività industriale europea e di conseguenza l’uso del platino a fini manifatturieri. Il palladio in particolare potrebbe sovraperformare dato il taglio nell’offerta dalla Russia e il possibile aumento della domanda in Europa. Quanto alle azioni del settore, Credit Suisse resta cauta e preferisce gli investimenti in materia prima più che nelle compagnie. Lonmin underperform e Aquarius neutral.
Al Platinum Market Day di Lonmin, la società mineraria ha messo l’accento su alcuni punti fondamentali. Nel breve periodo, afferma la compagnia, l’offerta di platino sarà sovrabbondante a causa della domanda in calo nei mercati occidentali. Tuttavia nessuna cancellazione di ordini è ancora pervenuta. In più, osserva la società, la curva dei costi per l’industria del platino è in crescita, quindi, in vista di un aumento dell’offerta a partire dal 2013, anche i costi dovrebbero lievitare. Nel lungo periodo, secondo Credit Suisse, la debolezza della domanda dovrebbe proseguire, nonostante Lonmin affermi che l’uso industriale del platino dovrebbe arrivare a 350 mila once per il 2017, e i costi dovrebbero essere rivisti al rialzo nel lungo termine.