Più in affanno del previsto l’economia tedesca a fine 2012, giù anche il Pil della Francia

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Finale di 2012 più difficile del previsto per le due principali economie dell’area euro, Germania e Francia. La contrazione del Pil della Germania è infatti andata oltre rispetto a quanto stimato dal mercato complice soprattutto il rallentamento dell’export. Il Pil francese invece ha mostrato nel quarto trimestre 2012 una contrazione dello 0,3% su base trimestrale dal +0,1% del trimestre precedente. Le attese erano per un calo dello 0,2%. Ieri il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault, ha riconosciuto che la debole crescita sta mettendo fuori portata l’obiettivo di deficit fissato per il 2013.
Alle 11.00 è attesa la pubblicazione da parte dell’Eurostat dei dati sul Pil dell’eurozona, con il consensus Bloomberg che indica una contrazione dello 0,4% nel quarto trimestre 2012 dal -0,1% del terzo trimestre. 
La diffusione dei deboli dati di Francia e Germania si è fatta sentire sull’euro che ha accelerato al ribasso scendendo sotto quota 1,34 dollari.
Alla locomotiva tedesca è mancato il sostegno dell’export
Nel quarto trimestre 2012, secondo i dati preliminari diffusi dall’Ufficio Federale di Statistica tedesco, il Pil tedesco ha mostrato un calo su base trimestrale dello 0,6% rispetto al progresso dello 0,2% del precedente trimestre. Il dato è peggiore rispetto alle attese che stimavano un calo dello 0,5% e rappresenta la maggiore contrazione dal primo trimestre 2009. Nello scorso trimestre sono scesi investimenti, settore costruzioni e soprattutto le esportazioni, mentre i consumi privati e pubblici hanno proseguito nel sentiero di crescita.

Frenata temporanea 
“Con la maggiore incertezza derivante dalla crisi dell’euro e il raffreddamento dell’economica a livello nella seconda metà dell’anno, l’economia tedesca ha perso la sua invincibilità”, commenta Carsten Brzeski di Ing che comunque ritiene che in prospettiva vi è una crescente evidenza che l’economia tedesca dovrebbe rapidamente riprendere a correre. “La contrazione dovrebbe quindi essere una gaffe temporanea – conclude l’esporto di Ing – piuttosto che una nuova realtà preoccupante”.
Per il nuovo anno le previsioni sono di un  ritorno sul sentiero di crescita per la Germania anche se il primo scorcio del 2013 l’attività economica potrebbe confermarsi debole. A dicembre la Bundesbank aveva tagliato con decisione le previsioni per il 2013 stimando un +0,4% dal +1,6% indicato in precedenza. Per il 2014 la crescita è vista dell’1,9%. Le attese di ripresa dell’economia tedesca dopo le difficoltà in questi trimestri si basa sul presupposto che l’economia mondiale riprenderà slancio e nell’area euro il processo di riforma proceda bene. In merito al mercato del lavoro, l’istituto centrale tedesco vede la disoccupazione salire fino al 7,2% nel 2013 per poi scendere al 7% nel 2014.
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