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Più capitale per le banche sistemiche, Basilea fissa i paletti

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Le banche di interesse sistemico dovranno possedere capitale addizionale tra l’1 e il 2,5% oltre al limite del 7% previsto dalle norme di Basilea III per tutti gli istituti di credito. E’ il risultato di un accordo raggiunto nel fine settimana dal Comitato di Basilea sul livello di capitale supplementare richiesto nel periodo 2016-2018 alle banche di importanza sistemica (le cosiddette Sifi), quelle cioè in grado di creare situazioni di contagio per l’intero sistema finanziario e dunque considerate “too big to fail”, ossia troppo grandi per poter essere lasciate fallire senza creare conseguenze su scala globale. L’accordo dei regolatori stabilisce pertanto un onere aggiuntivo da applicare alle maggiori banche mondiali per renderle maggiormente in grado di rispondere a una eventuale nuova crisi.


Nessuna menzione tuttavia ai nomi delle banche che dovranno essere considerate tra le Sifi. Il comitato ha infatti voluto rendere nota la metodologia che verrà applicata, escludendo invece che si possa procedere alla divulgazione dei nomi degli istituti considerati di interesse sistemico. Tali banche saranno definite utilizzando diversi criteri fra cui presenza in più Paesi, dimensioni, complessità e interconnessioni. Il capitale aggiuntivo necessario di tipo ‘Common Equity Tier1’ (ovvero quello di migliore qualità e più facilemente liquidabile) sarà fissato nella fascia dall’1 al 2,5% sulla base dell’importanza sistemica attribuita alla banca.


Tra le novità è prevista anche la richiesta di un ulteriore 1% nel caso in cui alcune delle banche individuate come Sifi dovessero aumentare di dimensioni. Ulteriori dettagli verranno pubblicati alla fine del mese di luglio, mentre successivamente la proposta giungerà al Financial Stability Board guidato da Mario Draghi.

Sull’accordo si sono espressi oggi gli analisti di Citi, sottolineando che quasi tutte le banche europee dovrebbero centrare le richieste di capitale Sifi entro la fine del 2013.