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Pirelli, sotto 6,135 euro buca la gomma del rialzo

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Tra i migliori titoli in termini di soddisfazioni regalate nella seconda parte del 2010 abbiamo avuto sicuramente Pirelli. Le azioni del gruppo della Bicocca tuttavia una volta giunte in area 6,50 euro hanno mostrato segnali di debolezza in termini di prosecuzione del trend rialzista in atto. La decisa candela ribassista dello scorso 9 dicembre rappresenta in tal senso un tipico engulfing bearsi, segnale di inversione del trend. Contestualmente è stata violata al ribasso la trendline di brevissimo periodo disegnata con i minimi crescenti del 3,6 e 8 dicembre, favorendo in questo modo un allungo verso un’altra trendline, questa volta ribassista, oltrepassata al rialzo in occasione della seduta del 6 dicembre. La violazione di tale trend, disegnata con i top del 25 ottobre e 4 novembre, avrebbe dovuto sospingere le quotazioni di Pirelli dando il via ad una nuova gamba rialzista. Quello che emerge invece a livello grafico è la difficoltà di tale trend di fornire un valido sostegno in questa fase di debolezza al titolo. Per questo motivo è possibile implementare una strategia ribassista alla violazione di 6,135 euro, minimo dello scorso 10 dicembre. Con lo stop posizionato a 6,30 euro, il primo target operativo è individuato all’altezza dei supporti mobili rappresentati dalla trendline ascendente di lungo periodo transitante a 5,87 euro. Un nuovo test invece dei supporti statici di area 5,77/5,78 euro sarebbe invece da interpretare come un segnale di debolezza più marcata in quanto comporterebbe il cedimento della trend di lungo periodo e si potrebbe considerare come un’inversione del trend borsistico di Pirelli.