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Pirelli: piano industriale 2013-2017 punta ad aumentare profittabilità, investimenti visti a 1,6 miliardi

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Pirelli ha presentato il piano industriale 2013-2017 a Londra. Il gruppo della Bicocca, fresca dei conti trimestrali pubblicati ieri a mercati chiusi, si pone tra gli obiettivi quello di aumentare la profittabilità e a fine piano prevede quindi un margine Ebit (prima dei costi delle ristrutturazioni) superiore al 15% rispetto al 13% circa stimato per il 2013 un Roi, return on investment, (escluse le partecipazioni finanziarie) pari circa il 28% dal 20% stimato per il 2013 e un rapporto debito netto/Ebitda in calo a 0,3 volte da 1,2 stimato nel 2013. Nel 2016 Pirelli si aspetta ricavi per circa 6,6 miliardi nel 2014 e 7,5 miliardi nel 2016.

Gli investimenti sono attesi fino a 1,6 miliardi nell’arco di quattro anni. Questi saranno destinati per l’82% del totale nel segmento Consumer e per il 18% nel segmento Industrial. Il piano prevede poi una generazione di cassa lorda (prima di investimenti e dividendi) pari a 3 miliardi di euro, oltre alla cessione di asset finanziari per 150 milioni. La liquidità complessiva servirà per finanziare 1,6 miliardi di investimenti previsti nell’arco di piano, distribuire oltre 700 milioni di dividendi (con un payout confermato pari al 40% dell’utile netto consolidato) e ridurre la posizione finanziaria netta per la parte rimanente, pari a 850 milioni di euro di cassa netta. Al 2017 Pirelli stima un debito netto che da meno di 1,4 miliardi è atteso a fine 2013 a circa 500 milioni. Al fine di rafforzare la competitività, dopo i 322 milioni di efficienze già ottenute tra il 2011 e il 2013, il piano targato Pirelli al 2017 prevede ulteriori efficienze per circa 350 milioni di euro.

Nell’arco del piano industriale 2013-2017, la strategia di Pirelli sarà quella di accelerare lo sviluppo del Premium e del super Premium. Il gruppo prevede che l’incidenza del Premium sui volumi crescerà pertanto dal 38% stimato nel 2013 al 44% nel 2016, con un contributo ai ricavi stimato in aumento dal 56% del 2013 al 60% del 2016 e un margine Ebit (prima delle ristrutturazioni ed esclusa la Russia) pari a circa il 16% (circa 14% nel 2013). Pirelli intende inoltre ridurre ulteriormente volumi e capacità nello standard e incrementare la competitività e la profittabilità del Medium.

La Russia si conferma un mercato strategico per Pirelli per la tipologia della sua domanda, concentrata su pneumatici Winter. La capacità produttiva di cui Pirelli già dispone grazie all’acquisizione di due stabilimenti locali permette il migliore presidio di tale mercato. Con la costruzione di fabbriche ‘dal prato’ Pirelli avrebbe raggiunto l’attuale capacità nel 2018. La fabbrica di Voronezh, concentrata totalmente sul segmento Premium, manterrà una capacità di 2 miloni di pezzi annui, mentre Kirov, focalizzata non su pneumatici Premium, avrà una capacità al 2017 pari a 6,9 milioni di pezzi (rispetto ai 5,9 milioni di pezzi al 2013). Entrambe le fabbriche hanno le certificazioni dei produttori auto e sono quindi pronte a produrre per le case auto europee.

Ottima la reazione di Pirelli a Piazza Affari. Il titolo svetta sul Ftse Mib con un rialzo del 2,44% a 10,5 euro.

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