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Pimco azzoppa speranze nuovi rally Wall Street: diktat sia il de-risking

Così Mark Kiesel, responsabile investimenti della divisione di credito globale: questa sia una “situazione in cui la marea che sale solleva tutte le barche”.

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Pimco risfodera il detto tra i più popolari di Wall Street, segnalando come questa sia una “situazione in cui la marea che sale solleva tutte le barche“. Le parole sono state proferite, per l’esattezza, da Mark Kiesel, responsabile investimenti della divisione di credito globale del fondo obbligazionario numero uno al mondo.

Intervistato da Bloomberg, Kiesel azzoppa le speranze di rialzi sostenibili della borsa americana. A suo avviso, è arrivato infatti il momento di fare del de-risking il diktat principale delle proprie scelte di investimento.

I motivi sono diversi: l’aumento del deficit Usa, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, la decelerazione della crescita globale. Tutti questi fattori sono segnali che anticipano “una maggiore volatilità per i mercati” e che suggeriscono “di effettuare un de-risking di portafoglio, uscendo soprattutto dall’azionario Usa e puntando sui bond ad alta qualità”.

“I mercati hanno prezzato molte buone notizie ora – spiega Kiesel, aggiungendo che, in una situazione in cui tutte le classi di asset versano in una condizione di ipercomprato, sarebbe il caso di “effettuare una rotazione del portafoglio verso i Treasuries e i corporate bond caratterizzati da un rating elevato, riducendo al contempo l’esposizione verso l’high-yield e le società indebitate”.

L’esperto ritiene che i fattori che stanno sostenendo Wall Street siano di natura tecnica, a fronte di fondamentali che “chiaramente si stanno indebolendo in termini di crescita”.

In un contesto di decelerazione dell’economia globale, il manager teme anche una revisione al ribasso delle stime sui profitti societari.  L’outlook dei mercati si fa poi ancora più preoccupante se si considera che le banche centrali “ritireranno gli stimoli (monetari) erogati nel corso del tempo, in una situazione in cui la politica fiscale non potrà fornire un grande aiuto”.

Riguardo all’ottimismo sulla possibilità che un’intesa commerciale tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Cina di Xi Jinping venga alla fine trovata, Kiesel avverte: “Il problema è che la relazione di fondo tra gli Usa e la Cina non cambierà, andando avanti, ci saranno altre tensioni sulla proprietà intellettuale”.

Il colosso stima per quest’anno una crescita del Pil Usa pari al 2% circa e un’inflazione contenuta che permetterà alla Fed di spingere il pedale del freno: come di fatto, così come emerso dalle ultime minute del Fomc – braccio di politica monetaria della Fed – sta già avvenendo”.