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Pil Usa sostenuto dai consumi ma manca la controprova di vendite al dettaglio e di beni durevoli

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Proprio nel momento in cui l’economia americana si ripropone nel ruolo di locomotiva economica globale, gli indici di Wall Street mostrano qualche segnale di stanchezza, prima della sosta per il Giorno del Ringraziamento. Nonostante il nuovo record storico dell’S&P500, segnato ieri a 2.074 punti dopo la revisione al rialzo del Pil Usa del terzo trimestre, la sessione si è chiusa poco sotto la linea di parità. Secondo Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK “il Pil americano rivisto a +3,9% nel terzo trimestre contro attese a +3,3%, risulta sostenuto da un miglioramento nei consumi personali”. “Tuttavia – è il dubbio dello strategist – rimane un mistero il fatto che questo miglioramento nei consumi non si manifesti nelle vendite al dettaglio o in quelle di beni durevoli”. Sarà lo stesso dubbio che ha frenato Wall Street ieri nella seconda parte della seduta? Gli indici americani sono rientrati dai massimi anche “a causa di una caduta decisa dell’indice di fiducia dei consumatori a novembre a 88,7 contro un consensus a 96. Il che appare in contrasto con il trend di riduzione del prezzo dei carburanti e con il miglioramento del mercato del lavoro”.