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Il Pil Usa mette le ali alle Borse

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Il Prodotto interno lordo americano cresce. Non solo, lo fa a un tasso superiore a quello che in media si attendevano gli analisti. A dispetto della frenata che sta interessando tutte le economie mondiali e dei molti problemi anche in casa dello Zio Sam, la seconda lettura sul Pil Usa del secondo trimestre ha mostrato un’economia in espansione al tasso del 3,3%, un livello invidiabile per tutte le economie del Vecchio continente, nettamente superiore a quel +2,8% che si attendeva il consensus e anche al +1,9% della prima rilevazione.


Immediata è stata la risposta delle Borse e anche del mercato dei cambi. I listini europei sono schizzati prontamente verso l’alto. A Piazza Affari l’S&P/Mib è arrivato a superare i 2 punti percentuali di rialzo per poi attestarsi nel momento in cui si scrive a 28599 punti, in rialzo del 2,29%, anche grazie all’ascesa dei titoli di due gruppi che hanno presentato oggi i loro conti trimestrali: Intesa Sanpaolo (+6,5% a 3,6475 euro) e Impregilo (+4,5% a 3,72 euro), entrambe con numeri migliori delle attese. Relativamente meno marcati si presentano così i rialzi degli altri listini europei, con il Dax che avanza dello 0,95%, il Cac40 che segna un +1,45% e il Ftse100 in progresso dell’1,18%. I future Usa, in precedenza sostanzialmente invariati, si muovono tutti in rialzo di circa mezzo punto percentuale.

Sul mercato valutario si è invece assistito a un repentino deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, specchio di un più generalizzato rafforzamento del biglietto verde contro le principali divise. Da un livello di 1,477 pre-dato il rapporto è sceso fino a un minimo di 1,473.