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Pil Usa cresce al record in tre anni. Dow Jones e S&P testano nuovi massimi, ma Nasdaq sbanda. Focus su Yellen

Sono stati i maggiori investimenti delle aziende a sostenere il rafforzamento della congiuntura, compensando l’indebolimento della componente dei consumi.

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La revisione al rialzo del Pil Usa ha dato una sferzata a Wall Street, con il Dow Jones e lo S&P che hanno segnato subito nuovi valori record, prima di mostrare segnali di incertezza. Vendite sul Nasdaq, che ha fatto i conti con gli smobilizzi sui titoli tecnologici, e che a un’ora dall’inizio della sessione perde più dell’1%.

L’azionario europeo rimane solido, con l’indice di riferimento Stoxx Europe 600 Index che si appresta a testare il record in tre settimane.

Protagonisti sull’azionario globale gli acquisti sulle banche, che beneficiano delle rassicurazioni di Jerome Powell, prossimo numero uno della Fed, che si è detto favorevole alla deregulation degli istituti di credito più piccoli.

A Wall Street il focus torna anche sulla riforma fiscale Usa, con il Senato che si appresta a votare la proposta dei repubblicani.

Tornando al Pil Usa, il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso noto oggi che, nel terzo trimestre dell’anno, la crescita è stata del 3,3%, superiore al +3,2% inizialmente riportato, e al ritmo più alto degli ultimi tre anni, esattamente dal terzo trimestre del 2014.

Sono stati i maggiori investimenti delle aziende a sostenere il rafforzamento della congiuntura, compensando l’indebolimento della componente dei consumi.

Pur rimanendo il principale fattore di crescita dell’economia, con una incidenza del 70%, le spese dei consumatori sono salite nel terzo trimestre del 2,3%, meno del +2,4% precedentemente riportato nel dato preliminare e a un ritmo decisamente inferiore rispetto al +3,3% del secondo trimestre. Gli analisti intervistati da Bloomberg avevano previsto un aumento pari a +2,5%.

Balzo invece per gli investimenti aziendali in attrezzature, volati del 10,4%, ben oltre il +8,6% inizialmente segnalato e al ritmo di crescita più sostenuto in tre anni.

Il Pil Usa ha messo in evidenza che, sebbene in recupero, l’inflazione si è confermata nuovamente ben lontana dal target della Fed (pari a un aumento del 2%).

Esclusi i prezzi dei beni energetici e alimentari, l’indice dei prezzi monitorato dalla banca centrale Usa e legato alle spese personali è avanzato dell’1,4% su base annua, poco più del +1,3% riportato in precedenza, anche se ben oltre il +0,9% del secondo trimestre.

Focus oggi sulle dichiarazioni rilasciate dall’attuale numero uno della Fed Janet Yellen, in quella che è  la sua ultima audizione al Congresso degli Stati Uniti. Yellen ha parlato di una espansione economica “sempre più ampia, che interessa tutti i settori, così come gran parte dell’economia globale”.

Sul trend delle pressioni inflazionistiche, Yellen ha sottolineato che “i recenti dati relativi a una inflazione più bassa riflettono probabilmente fattori transitori”. Nel momento in cui tali fattori si smorzeranno, “l’inflazione si stabilizzerà attorno al 2% nel medio termine”.

Yellen, che sarà sostituita alla scadenza del suo mandato da Jerome Powell, ha minimizzato inoltre i rischi di instabilità finanziaria sui mercati, che sono stati paventati, oltre che dall’ Ocse, anche dalla Bce, come emerge dalle dichiarazioni del numero due Vitor Constancio.

“Sebbene le valutazioni degli asset siano alte rispetto agli standard storici, nel complesso le vulnerabilità del settore finanziario appaiono moderate, visto che il sistema bancario è ben capitalizzato e che gli indicatori generali sul leverage e sulla crescita del credito rimangono contenuti”, ha detto l’attuale presidente della Federal Reserve.

Tornando a Wall Street, il Dow Jones si sta avvicinando a quota 24.000 e viaggia in rialzo dello 0,30% circa, a 23.910 punti; lo S&p ha segnato un nuovo record al di sopra della soglia di 2.600 punti, mentre il Nasdaq scende di oltre -1%, a 6.833 punti circa. Il dollaro è in rialzo sullo yen a JPY 111,88, ma è in calo sull’euro, con il rapporto eur-usd +0,10%, a $1,1852. Il biglietto verde cede anche sulla sterlina, che avanza di oltre +0,40%, a $1,34 circa.