Pil Uk non sostenibile, occhi sui conti di Apple

Inviato da Alessandro Piu il Gio, 25/10/2012 - 11:37
Focus

Prevediamo un'apertura in rialzo per gli indici statunitensi questo pomeriggio in vista dei dati fomc, di questo pomeriggio. Il future sul Dow Jones Industrial Average sale lo 0,5%, quello sull'S&P500 dello 0,6% e quello sul Nasdaq 100 dello 0,7%. Proseguono in positivo gli indici europei, con il FTSE 100 di Londra a +0,5%, il Dax di Francoforte a +0,7% e il Cac di Parigi a +0,7%. Il sentiment sul mercato continua a risentire delle rassicurazioni arrivate da Draghi ieri e dal quasi raggiunto accordo tra la Troika e la Grecia. Le misure dovranno ora superare l'esame del parlamento entro il prossimo meeting dell'Eurogruppo del 12 novembre. Gli operatori hanno messo da parte il tema Spagna, anche se rimane ancora molta incertezza sulla possibile richiesta di aiuti. Nulla di fatto invece nell'ultimo meeting del Fomc prima del voto in Usa. Nonostante i mercati non si aspettassero grandi novità, sembra che gli investitori siano rimasti abbastanza delusi, con i guadagni che sono svaniti nel finale di seduta. Oggi le attenzioni rimarranno concentrate sui conti di Apple, mentre sul fronte macro cresce l'attesa per i jobless claims e gli ordini di beni durevoli di settembre. Riteniamo che il rimbalzo azionario in Usa questo pomeriggio possa alimentare ulteriormente la positività dei listini europei. Domani le attenzioni si concentreranno poi sui dati preliminari del 3° trimestre del Pil Usa.

Italia: Lusso riprende quota a Milano

A Piazza Affari il FTSE Mib evidenzia un rialzo dello 0,7% a quota 15.800 punti. In calo Fiat (-0,8%), l'industria dell'auto negli ultimi giorni ha risentito delle poco confortanti notizie arrivate da Ford sulla chiusura di un impianto in Belgio e sulle garanzie statali prestate a Peugeot nel processo di rifinanziamento. Sul Lingotto pesa anche la view di Equita che ha ridotto il target price a 5,9 euro. Recupera il settore del lusso, con Ferragamo e Luxottica che salgono di oltre 2 punti percentuali.

Valute: Eur/Usd sopra 1,30, voci intervento BoJ alimenta vendite yen

Tra le valute, recupera la soglia dell'1,30 l'euro/dollaro, che si sta avvicinando ora all'1,3020. Il superamento della media mobile a 200 ore a 1,3007 apre per un'accelerazione sopra questo livello, con target ambizioso intraday a 1,3080. Al ribasso, segnali di debolezza arriverebbero sotto 1,2990. Un primo supporto rilevante passa per 1,2960 e successivamente a 1,2920. Il report poco dovish del Fomc di ieri sera e l'intensificarsi delle voci di un possibile intervento della BoJ sta alimentando le vendite di yen che perde terreno sia vs euro che vs dollaro. In particolare l'usd/jpy è ai massimi da 4 mesi a quota 80,20, con la resistenza posizionata a 80,60.

Macro: Uk, effetto olimpiadi su Pil britannico

Sul fronte macro, forte accelerazione per il Pil britannico nel 3° trimestre. Il dato anticipato ha mostrato una crescita dell'1% t/t. Si tratta del dato migliore degli ultimi 5 anni, dipeso principalmente dai giochi olimpici che hanno incrementato il flusso turistico e i consumi durante l'estate. Invariato il dato tendenziale. La nostra sensazione è che questo ritmo di crescita non sia sostenibile nel prossimo trimestre dove il peggioramento della contrazione economica nella vicina area euro potrebbe riportare la crescita vicino la soglia della parità.

Titoli di Stato: spread ritorna sotto 320 pb

Sul fronte governativo, in calo lo spread Btp-Bund questa mattina a 318 punti base. Sembrano affievolirsi i timori sulla Spagna dopo l'intervento di Draghi di ieri davanti al parlamento tedesco. Le rassicurazioni del numero uno della Bce hanno dato una spinta ai mercati che hanno messo da parte le tensioni sorte nelle ultime sedute.

Commodity: petrolio, calo domanda e rialzo offerta pesa su oro nero

Tra le commodity, deciso rialzo per l'oro questa mattina dopo che il prezzo spot ieri ha perforato temporaneamente i 1.700 dollari/oncia. Il metallo prezioso ha accelerato sopra la media mobile a 50 giorni a 1.716 dollari/oncia. Timido rimbalzo per il petrolio, con il Wti che recupera gli 86 dollari/barile dopo i nuovi minimi di ieri poco sotto gli 85 dollari, in scia al forte rialzo delle scorte di greggio in Usa.

VINCENZO LONGO
Market Strategist

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