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Pil: Nomisma, sta tornando la fiducia ma gap con altre big europee si amplia

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Bicchiere solo mezzo pieno per l’Italia. Il pil nel secondo trimestre dell’anno segna il ritmo di crescita maggiore dal 2011 con un +1,5% annuo, ma è ancora ben sotto la media europea. I dati Eurostat vedono infatti l’area euro espandersi del 2,2% annuo.
“In un contesto estremamente favorevole – 17 trimestri consecutivi di crescita nell’Eurozona – si conferma la ripresa dell’economia italiana, a livelli però ancora insufficienti per rilanciare sensibilmente gli investimenti e assorbire la disoccupazione”, sottolinea Andrea Goldstein, Chief Economist di Nomisma, commenta la prima stima del prodotto interno lordo (PIL) del secondo trimestre 2017. “Si conferma il contributo positivo dal lato della domanda interna – aggiunge Goldstein – mentre l’apporto negativo della componente estera netta va letto come un segnale di ripresa degli investimenti e quindi di acquisto dall’estero di macchinari e beni durevoli”.

Il confronto con il resto d’Europa è però ancora penalizzante. “Ma altrove il PIL corre a ritmi ben più sostenuti – osserva Goldstein – e il gap tra l’Italia e i principali partner commerciali e finanziari si amplia quasi inesorabilmente ad ogni trimestre”. Il PIL cresce costantemente a un ritmo superiore in Germania e Francia, per non parlare della Spagna. “Prima o poi San Super Mario dovrà cominciare a stringere i cordoni e l’Italia rimarrà l’unico paese del G20 con un PIL inferiore al livello pre-crisi”, conclude l’economista.