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Pil Italia: il terzo trimestre conferma la recessione, conferma di una crisi senza precedenti

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Questa mattina l’Istat ha pubblicato i dati del Prodotto Interno Lordo relativi al terzo trimestre del 2014. Per il secondo trimestre consecutivo la rilevazione è stata negativa, con una flessione dello 0,1%. Come evidenziato dall’Istituto nazionale di statistica, con gli ultimi dati l’economia italiana è tornata ai livelli del 2000.

“Seppur di entità modesta, la lettura del dato del Pil del terzo trimestre certifica la prosecuzione di una fase recessiva”, hanno commentato la rilevazione del mattino gli esperti di AIAF, l’Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari ricordando come “è dal secondo trimestre del 2011 che l’Italia non vede un segno positivo nella crescita trimestrale, a conferma del prolungarsi di una crisi economica che non ha precedenti”.

Su base annuale il PIL risulta in calo dello 0,4%, in peggioramento rispetto al -0,3% del secondo trimestre (rivisto in senso peggiorativo rispetto al precedente -0,2%).

I dati sul dettaglio dei conti nazionali non sono ancora disponibili, ma almeno dal lato dell’offerta è evidente la fase critica dell’industria italiana che continua a registrare un calo dell’attività su base mensile in media.

“Ad alimentare tale calo è stato l’indebolimento della domanda estera nei mesi estivi, in assenza di un significativo recupero di quella interna”, fanno notare gli esperti AIAF.

Di certo la debole congiuntura economica è un problema che interessa gran parte dei Paesi dell’area euro, non solo l’Italia. Le difficoltà a ripartire appaiono notevoli, basti pensare che mentre in America il tasso di disoccupazione è ritornato in ottobre ai livelli del 2008, dunque pre-crisi, in Europa vi è il rischio di cadere nella terza recessione in pochi anni.

Le differenze si stanno ripercuotendo sulle politiche monetarie delle due banche centrali e, inevitabilmente, sui valori del cambio euro/dollaro.

Gli ultimi mesi hanno fatto emergere un trend definito sul Forex, tendenza che vede un costante apprezzamento del biglietto verde nei confronti della divisa unica europea.

” In prospettiva, la discesa dell’euro degli ultimi mesi rappresenta un fattore di supporto destinato a sostenere un moderato recupero del canale estero e dell’attività industriale, anche grazie al buon ritmo di crescita di diverse aree extra-europee come gli Stati Uniti e l’Asia”, analizzano le prospettive economiche gli esperti AIAF.

“La svolta per uscire dalla recessione, tuttavia, resta legata al recupero della domanda interna attraverso misure credibili di stimolo fiscale”, continuano nella loro analisi gli esperti, secondo cui in tal senso gli sgravi fiscali previsti per famiglie e imprese dal disegno di legge di Stabilità per il 2015 “rappresentano un importante passo in avanti per agevolare la ripresa dei consumi privati e degli investimenti”. Il valore di questi sgravi dovrebbe aggirarsi intorno ai 16 miliardi di euro.

Da molte parti è stato evidenziato come per far ripartire l’economia del Vecchio Continente, e quella italiana in particolare, sia necessario che la liquidità immessa nel sistema dalla Banca Centrale Europea si trasmessa, tramite il canale bancario, ad imprese e famiglie.

“Il superamento degli stress test e l’iniezione di liquidità in corso da parte della BCE, che sarà molto probabilmente rafforzata in futuro con ulteriori misure non convenzionali, sono in grado di ricreare le condizioni per un rilancio del credito e per un miglioramento della fiducia di consumatori e imprese”, concludono la loro analisi i membri di AIAF.