Pil in calo, dato peggiore dal 1980

Inviato da Redazione il Ven, 07/08/2009 - 12:20

Un dato che ci riporta a 30 anni fa, nei primi anni Ottanta. Il Prodotto interno italiano (Pil) è sceso nel secondo trimestre 2009 del 6% su base annua. Questa la stima preliminare calcolata dall'Istat sul Pil nostrano, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. Rispetto ai primi tre mesi dell'anno in corso la contrazione è stata pari allo 0,5%. "Si tratta del quinto calo consecutivo su base trimestrale e tendenziale. E su base tendenziale è il peggior dato almeno dall'inizio della serie storica nel 1980", precisa Confcommercio in un documento. Il comunicato con il dato definitivo verrà diffuso il prossimo 10 settembre.
"La contrazione congiunturale del Pil è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi", spiega l'Istat nella nota diffusa oggi aggiungendo che "il secondo trimestre 2009 ha avuto le stesse giornate lavorative rispetto sia al trimestre precedente sia al secondo trimestre dell'anno passato".
Nel secondo trimestre il Pil è diminuito in termini congiunturali dello 0,8% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti, mentre in termini tendenziali, è diminuito del 5,6% in Gran Bretagna e del 3,9% oltreoceano

Con una contrazione dell'1,6% del valore aggiunto reale su base annua è l'agricoltura a dimostrare, tra i diversi settori, la maggiore tenuta nei confronti della crisi. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre del 2009, in riferimento ai dati Istat sull'andamento del Pil in Italia.
A incidere sulla flessione del valore aggiunto agricolo è stata - sostiene la Coldiretti - la discesa del 5% della produzione totale agricola nel secondo trimestre del 2009 per effetto di una forte contrazione delle coltivazioni vegetali del 7% e di un calo del 3,3% nelle attività di allevamento nel secondo trimestre dell'anno. Hanno inciso anche le pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che hanno provocato un calo dei prezzi agricoli del 16% a giugno mentre sugli scaffali c'è stato un aumento dell'1,4% dei prezzi di vendita al consumo dei beni alimentari.

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