Il Pil della Gran Bretagna crescerà più del previsto: la Bank of England sorprende tutti

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Colpo di scena nel Regno Unito. A poco più di sette mesi dal referendum sulla Brexit la Bank of England ha annunciato di aver incrementato la view sull’andamento del Pil 2017 dall’1,4 al 2 per cento.

Nel corso del “Super Thursday” (oggi l’agenda della BoE prevedeva la decisione sui tassi, minute della riunione, report trimestrale sull’inflazione e conferenza stampa del chairman, tutto nello stesso giorno), l’istituto guidato da Mark Carney ha praticamente polverizzato tutte le preoccupazioni che aleggiavano nel Paese di Sua Maestà riguardanti il tema Brexit.
Nuovo incremento delle stime di crescita da parte della Bank of England.

L’innalzamento dell’outlook è tanto più importante se confrontato con il +0,8% stimato dal mercato all’indomani del referendum che ha sancito l’uscita di Londra dall’Unione Europea (e innescato il taglio del costo del denaro). L’aggiornamento “scaturisce –riporta una nota della Banca- dall’annuncio di nuovi stimoli fiscali […], dalla solidità dell’attività economica globale, dall’innalzamento dei prezzi dei mercati azionari e da condizioni maggiormente espansive del mercato del credito”. In aumento, ma solo dello 0,1%, anche le stime sul 2018-19.

Nel meeting odierno la BoE ha ribadito all’unanimità il costo del denaro allo 0,25%. In linea con le stime anche la conferma, a 435 miliardi di sterline, del piano di acquisto asset e lo shopping di obbligazioni corporate a 10 miliardi.
Causa l’indebolimento della sterlina a seguito del voto sulla Brexit, la BoE ha annunciato che la soglia del 2% fissata per il tasso di inflazione sarà superata nei prossimi anni. La crescita dei prezzi è vista al 2,8% nel 2018 per scendere al 2,4% nel giro di tre anni. Il tasso di disoccupazione necessario per attivare pressioni inflazionistiche è stato ridotto dal 5 al 4,5%.

Si tratta di un’indicazione “dovish” che dovrebbe favorire il mantenimento del costo del denaro ai minimi storici. Se prima del voto sulla Brexit, la Bank of England era destinata al ruolo di “follower” della Federal Reserve nel processo di normalizzazione monetaria, ora gli analisti iniziano a scommettere che per il primo incremento dei tassi ci sarà da attendere l’uscita effettiva di Londra dall’Unione.