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Pil cinese non scalda l’aussie

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Agli ottimi riscontri arrivati ieri dal mercato immobiliare e del lavoro americani si sono aggiunti questa mattina quelli migliori del previsto dalla Cina. Il Pil della seconda economia del pianeta è cresciuto al ritmo del 7,9% nel quarto trimestre 2012 dal +7,4% del trimestre precedente interrompendo così il trend di rallentamento della crescita che durava da sette trimestri. Nell’intero 2012 la crescita si attesta al 7,8%. “L’accelerazione nell’ultimo trimestre è di buon auspicio per un possibile aumento delle attività economiche anche nel 2013 – commenta Filippo A. Diodovich, market strategist di IG – con il paese asiatico che dovrebbe tornare a espandere le proprie attività economiche ad un ritmo superiore all’8% anche grazie agli stimoli che la PBOC (People’s Bank of China) continuerà a promuovere, soprattutto nel primo semestre, per sostenere i consumi”.

Non sembrano comunque beneficiarne le principali commodity currencies, con dollaro australiano e quello neozelandese che viaggiano in lieve calo sul dollaro Usa. L’aussie in particolare è reduce dalla debolezza della vigilia causata dai negativi riscontri arrivati dal mercato del lavoro australiano (-5.500 gli occupati con tasso di disoccupazione salito al 5,4%). Sull’obbligazionario però i positivi dati cinesi hanno spinto il bond decennale australiano a salire al 3,4% denotando un calo delle probabilità che il prossimo mese la Reserve Bank of Australia proceda a un taglio del costo del denaro.

Relativamente all’euro, oggi la divisa europea ritraccia leggermente in area 1,335 rispetto al dollaro dopo aver toccato un massimo a 1,34, a un soffio dai massimi a oltre 10 mesi toccati nelle scorse sedute. “L’Eurodollaro continua a rimanere cappato a 1,3400, mentre il livello chiave da oltrepassare per inanellare un deciso rally è 1,35”, rimarca Michael Hewson, Senior Market Analyst di CMC Markets.