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A Piazza Affari volano gli editoriali, Tenaris chiude invariata – 2

QUOTAZIONI Tenaris
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In leggero calo Fiat (-0,19%), che in giornata, dopo la ridda di indiscrezioni di questi ultimi giorni, è intervenuta con una nota stampa per fare sapere che “da tempo stanno circolando notizie errate che indicano in 18.000 il numero degli esuberi in Germania, nel caso in cui l’offerta Fiat per la Opel fosse accolta”. “Si tratta – prosegue la nota del Lingotto – di una informazione totalmente falsa. In realtà il piano Fiat prevede che la riduzione degli organici, distribuita in tutta Europa e in maniera progressiva nel tempo, sarà complessivamente inferiore a 10.000. L’impatto in Germania sarà quindi relativamente più basso di questa cifra”. Perfettamente invariata a quota 10,43 euro, invece, Tenaris, che questa mattina, in una laconica nota, ha fatto sapere che il presidente venezuelano, Hugo Chavez, ha annunciato la decisione di nazionalizzare le sue controllate Tubos de Acero de Venezuela sa (Tavsa) e Materiales Siderúrgicos sa (Matesi), nonché Complejo Siderúrgico de Guayana ca, in cui la ex Dalmine detiene una partecipazione minoritaria. Finanza.com ha interpellato sull’argomento Christian Reos, analista di Allaria Ledesma & Cía Soc. de Bolsa, secondo il quale “tale nazionalizzazione non dovrebbe avere un impatto significativo sull’ebitda di Tenaris”. “Infatti – motiva la propria posizione l’esperto – la holding della famiglia Rocca ha già ceduto la partecipazione detenuta nel gruppo attivo nel settore dell’acciaio, Sidor, cosa che sembra implicare che produrre tubi in Venezuela probabilmente non sia più un business molto redditizio”. “Oserei dire – azzarda Reos – che sia quasi una buona nuova per Tenaris. Certo, molto dipenderà da quanto denaro la società con base in Italia otterrà in forma di compensazione”. Secondo Ricardo Cavanagh e Agustin G. Ciarfaglia, analisti di Raymond James Argentina, la news di oggi “non è particolarmente rilevante”, tanto che i due calcolano un impatto sull’ebitda 2009 nell’ordine dell’1% e dunque pressoché trascurabile. Anche Cavanagh e Ciarfaglia, che benché non ci sia nulla di ufficiale pensano che Tenaris alla fine riceverà un risarcimento in cash, dopo tutto interpretano le notizie arrivate dal Venezuela quasi come positive: le attività in procinto di essere nazionalizzate, sottolineano, “avevano grossi problemi con i sindacati”.