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Piazza Affari: torna la paura dopo la Fed, Ftse Mib chiude con un tonfo del 3%

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La Borsa di Milano ha chiuso in profondo rosso all’indomani delle parole di Ben Bernanke. Il governatore della Federal Reserve ha dettato i tempi per la fine del quantitative easing: se le previsioni sull’economia americana della Fed sono corrette, gli acquisti di titoli potrebbero iniziare a diminuire entro la fine dell’anno per interrompersi a metà 2014. Per il momento l’istituto di Washington continuerà comunque a immettere liquidità per 85 miliardi di dollari al mese. A deprimere il mercato anche il Pmi manifatturiero (Hsbc) cinese di giugno, sceso a 48,3 punti contro attese che indicavano 49,1 punti. Si tratta del valore più basso degli ultimi 9 mesi. Il sell-off generalizzato ha colpito anche l’oro che è sceso sotto quota 1.300 dollari l’oncia per la prima volta dal settembre 2010. Sul secondario lo spread Btp-Bund si è riportato in area 290 punti base e il rendimento del bond decennale è salito sopra il 4,5%. E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 3,09% a 15.549 punti.

Vendite sostenute sul comparto bancario: Popolare dell’Emilia-Romagna ha ceduto l’8,07% a 4,73 euro, Popolare di Milano il 5,46% a 0,362 euro, Unicredit il 4,09% a 3,798 euro, Intesa SanPaolo il 4,60% a 1,264 euro, Ubi Banca il 3,58% a 2,908 euro, Monte dei Paschi il 3,75% a 0,20 euro, Banco Popolare il 2,97% a 0,965 euro. Pesante Fiat (-4,78% a 5,275 euro) che, stando a quanto ha riportato Il Sole 24 Ore, domani firmerà una nuova linea di credito revolving da 2 miliardi di euro in sostituzione di quella da 1,95 miliardi in scadenza a luglio del prossimo anno con le banche creditrici. Telecom Italia ha lasciato sul parterre il 4,59% a 0,509 euro con Il Sole che ha scritto che Generali e Mediobanca sarebbero pronte ad abbandonare il patto Telco il prossimo settembre chiedendone la scissione. Forti vendite anche sui colossi pubblici dell’energia: Eni ha ceduto il 3,11% a 15,58 euro, Enel è arretrata del 3,18% a 2,62 euro. Finmeccanica ha limitato i danni lasciando sul parterre lo 0,55% a 3,998 euro dopo essersi aggiudicata nuovi ordini per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro attraverso le controllate AgustaWestland e Ansaldo Energia.