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Piazza Affari: titoli oil arrancano, Ferragamo prosegue la parabola ribassista. Bene STM e CNH Industrial

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Giornata contraddistinta dal vertice Opec tenutosi a Vienna, dove i principali produttori mondiali di greggio hanno stabilito una proroga temporale degli accordi oggi in essere per ulteriori 9 mesi (sino a marzo del 2018).
La realtà dei fatti ha però visto le quotazioni del greggio flettere vistosamente nei minuti dopo l’annuncio.

Scott Darling, responsabile dei mercati petroliferi e del gas per la regione dell’Asia Pacifico di JP Morgan, ha definito la proroga di nove mesi “positiva per i prezzi”, sottolineando comunque che “esiste la necessità che i tagli rimuovano altri 325 milioni di barili in eccesso dai magazzini”. In poche parole, il cartello “deve affrontare l’eccesso di petrolio e di scorte di prodotti petroliferi, presente a livello mondiale”.

L’insieme di questi elementi ha pesato sulle quotazioni dei titoli oil&gas quotati a Piazza Affari: ENI ha chiuso a euro in ribasso dell’1,87% mentre Saipem ha chiuso con una performance negativa del -3,1 per cento.

In questo quadro l’indice FTSE Mib ha lasciato sul terreno lo 0,36% andando a chiudere la giornata a 21.291,72 punti. Prese di beneficio sui bancari, in particolar modo su Banco Bpm, -2,96% a 3 euro, e UBI Banca, -2,53% a 3,69 euro.

Prosegue la parabola ribassista di Salvatore Ferragamo, -4,43% a 25,66 euro, con il titolo che ha generato importanti segnali tecnici di debolezza in scia ai timori legati al possibile rallentamento dell’economia cinese. Questa mattina il gruppo del lusso italiano ha diffuso una nota in cui ha “confermato tutti i target per il 2018 e gli obiettivi di medio periodo comunicati lo scorso 3 febbraio”, nel tentativo di rassicurare il mercato dopo le forti vendite che si sono abbattute sul titolo in scia al declassamento della Cina da parte di Moody’s.

Lato rialzi è stata una giornata fruttuosa per CNH Industrial, +1,2% a 10,12 euro, e Italgas, +1,36% a 4,62 euro, maglia rosa fra le blue chip. Ben comprata anche STM che ha concluso la seduta a 14,72 euro in ribasso dell’1,3 per cento.