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Piazza Affari termina gli scambi invariata

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Contrastate le principali piazze continentali. Non si è salvata nemmeno la Borsa di Milano, che ha accusato il nervosismo derivante dalla rinnovata forza del greggio che ha sfiorato i 100 dollari e le turbolenze del mercato del credito. E’ di oggi la notizia che sono crollate nell’ultima settimana negli Usa le richieste di prestito-casa, con una contrazione del 12% dell’indice generale, mentre più in dettaglio i rifinanziamenti sono scesi del 15%. Il dato diffuso ha confermato i timori persistenti legati all’andamento del settore, pesantemente colpito dalla crisi subprime. L’indice Mibtel ha archiviato la seduta in flessione dello 0,10% mentre l’S&P/Mib è praticamente invariato. Stesso copione per Fiat. Il titolo della casa torinese partito bene ha poi invertito la rotta in tarda mattinata per chiudere in flessione del 3,6%. Male anche Alitalia che ha lasciato sul terreno l’1,73%. Sempre basso il volume degli scambi. A creare tensione attorno alla compagnia di bandiera italiana indiscrezioni di stampa che hanno ventilato un braccio di ferro tra il governo e la Regione Lombardia, intenzionata a dare battaglia sul ridimensionamento dell’hub di Milano Malpensa. Giù anche banche e assicurazioni. Si sono mossi con convinzione invece i petroliferi (Eni +1,56%) e in generale il settore energia sostenuti dalla forza del prezzo del petrolio, che oggi ha toccato quota 100 dollari.