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Piazza Affari sui minimi dal marzo 2009: ecco i vinti e i vincitori da inizio 2012

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Piazza Affari non è lontana dai minimi storici con l’indice Ftse Mib che è sceso sotto la soglia dei 13.000 punti per la prima volta dal marzo 2009, quando il paniere delle blue chip italiane toccò il suo punto più basso a 12.332 punti. A poco è servita la stagione delle trimestrali che, hanno fatto notare gli analisti di Mediobanca, ha visto il 60% delle aziende quotate riportare conti migliori delle attese. Gli investitori, quindi, in questo periodo guardano poco i fondamentali delle società e sono quasi interamente focalizzati sulla crisi dell’Eurozona, in particolare sulla delicata situazione che stanno vivendo Atene e Madrid.

Tracciando un bilancio della performance delle 40 blue chip italiane da inizio anno, si può facilmente notare come la debacle del Ftse Mib sia stata favorita dalle vendite che hanno investito il comparto bancario. Da inizio 2012 la maglia nera la indossa Unicredit, che ha lasciato sul parterre il 43,76% del suo valore. Ribassi decisi anche per gli altri titoli del settore: Bper ha perso il 35,23%, Mediobanca il 34,73%, Ubi Banca il 31,78%, Intesa Sanpaolo il 25,04%, Mps il 20,29%. Sempre all’interno del comparto finanziario, le vendite non hanno risparmiato Generali, che ha lasciato sul parterre di Borsa il 26,66%.

Tra i peggiori bisogna anche segnalare Mediaset (-34,61%) e Enel (-26,91%). Il gruppo televisivo di Cologno Monzese ha pagato la debole trimestrale e la conferma che i risultati di quest’anno saranno inferiori rispetto al 2011. Nei primi tre mesi del 2012 il Biscione ha registrato profitti per 10,3 milioni di euro, l’85% in meno rispetto ai 68,4 milioni di un anno fa. Il colosso dell’energia elettrica ha trascorso un marzo pessimo a Piazza Affari, iniziato con la presentazione del piano industriale e l’annuncio del taglio del dividendo.

La regina incontrastata del Ftse Mib da inizio anno è stata Ferragamo che nei primi tre mesi del 2012 ha riportato conti con una crescita a doppia cifra: +10,2% a 17 milioni di euro per gli utili e +23,4% a 259,6 milioni per i ricavi. Bene anche molti big dell’industria nazionale: Pirelli ha guadagnato il 35,05%, Tod’s il 30,53%, Parmalat il 24,29%, Lottomatica il 24,03%, Luxottica il 22,53%. E Eni? Il titolo del colosso petrolifero, che vanta il peso maggiore all’interno del Ftse Mib, ha perso circa 2 punti percentuali tirando un po’ il freno dopo il grande balzo messo a segno dai minimi del settembre 2011.