Piazza Affari sprofonda trascinata dal comparto bancario. Giù anche Mediaset in scia a sentenza su Lodo-Mondadori -1

Inviato da Flavia Scarano il Lun, 11/07/2011 - 17:55
Lunedì di paura per la Borsa di Milano, costellato da una serie di sospensioni che hanno riguardato soprattutto il settore bancario. Le disposizioni approvate in fretta e furia dalla Consob ieri sera non hanno dato i frutti sperati. Da oggi infatti è entrato in vigore il nuovo regime di trasparenza in materia di vendite allo scoperto (quelle effettuate senza possedere i titoli): gli investitori che detengono posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani sono tenuti a darne comunicazione all'istituto guidato da Giuseppe Vegas. Un'ulteriore spinta verso il burrone è giunta da Wall Street, che ha avviato gli scambi in negativo. Intanto è in corso il discorso di aggiornamento da parte del presidente Barack Obama per l'innalzamento del debito pubblico statunitense. Le ipotesi di innalzamento prevedono un accordo per un taglio del debito futuro, che secondo le diverse proposte potrebbe valere dai 2mila ai 4mila miliardi di dollari. Forti le preoccupazioni sul debito italiano: sembra non conoscere freni la corsa dello spread tra il Btp italiano a 10 anni e il suo corrispettivo tedesco (Bund). Oggi il differenziale ha raggiunto il record di 300 punti base, i massimi dall'introduzione dell'euro. Inoltre questa mattina la quarta potenza mondiale nel settore del rating, la cinese Dagong, ha reso noto di aver posto sotto osservazione il merito di credito italiano per un possibile declassamento. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib è crollato del 3,96% toccando i 18.295 punti, (livelli di maggio 2010) mentre il Ftse All Share ha ceduto il 3,80% arrestandosi a quota 19.041.
Crollo verticale per il comparto finanziario, con le banche che hanno segnato ribassi di oltre il 3 per cento. A spiccare in questa gara al ribasso Unicredit (-6,33% a 1,154 euro), nel giorno in cui la banca di Piazza Cordusio ha annunciato che confermerà il proprio 8,7% in Mediobanca al rinnovo del prossimo patto di sindacato. Giù anche Intesa SanPaolo (-7,74% a 1,526 euro), Bpm (-6,39 % a 1,435 euro) e Mediobanca (-4,28% a 6,15 euro). L'aumento di capitale da 2,15 miliardi di euro di banca Mps (-4,48% a 0,492 euro) è stato sottoscritto al 99,91%. La Fondazione Monte Paschi di Siena ha fatto sapere di aver acquistato più del 50% delle nuove azioni emesse. L'obiettivo dell'istituto bancario è ora quello di distribuire due miliardi di dividendi entro il 2015.
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