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Piazza Affari sprofonda insieme al petrolio, soffrono i titoli oil e galassia Agnelli

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Nuova giornata di sofferenza per i mercati condizionati negativamente dal nuovo tonfo dei prezzi del petrolio. Il nuovo brusco tonfo delle quotazioni di Wti e Brent, tornati entrambi sotto quota 30 dollari al barile aggiornando i minimi pluriennali con cali giornalieri superiori al 55, si è fatto sentire sul sentiment di mercato. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso a quota 19.195 punti (-3,07%) sui nuovi minimi da gennaio 2015. L’indice guida milanese ha portato a circa -10% il saldo da inizio anno.
L’Iran potrebbe ottenere già settimana prossima lo sblocco delle sanzioni e quindi contribuire a incrementare l’eccesso di offerta di petrolio a livello globale. Il portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, John Kirby, ha detto che il reattore nucleare iraniano di Arak è stato spento, una mossa fondamentale per l’attuazione del patto sul nucleare di Teheran raggiunto lo scorso anno con le maggiori potenze mondiali.
Il tonfo del petrolio pesa sui titoli oil con Eni in calo del 3,53%, Saipem del 5,69% e Tenaris del 6,28%. Sul parterre milanese hanno pagato dazio anche tutti i testimonial bancari con Mps (-6,7%) e Ubi (-4,04%) a guidate i ribassi. In affanno anche il Banco Popolare (-4,04%) che era stato protagonista sul listino milanese nelle scorse sedute in scia ai rumors di un’integrazione sempre più probabile con Bpm. Questa mattina gli analisti di Berenberg hanno alzato il giudizio sul titolo dell’istituto scaligero a hold dal precedente sell, confermando però il target price a 12 euro.
Tra i peggiori di giornata anche oggi i titoli della galassia Agnelli (-2,77% Fca, -3,27% Ferrari, -5,55% Exor), già reduci dal tonfo di ieri in scia allo scoppio del caso Renault e della causa intentata da due concessionari Usa a Fca Us sul presunto tentativo di alterare i dati sulle vendite. Intanto si confermano le indicazioni positive sul fronte immatricolazioni. A dicembre Fiat Chrysler Automobiles (Fca) ha ottenuto un risultato migliore rispetto a quello del mercato europeo: le immatricolazioni sono infatti cresciute del 16,4 per cento in un mercato che ha registrato un aumento del 15,9 per cento.
Molto male anche CNH (-5,6% a 5,385 euro). Oggi gli analisti di Credit Suisse hanno avviato la copertura su CNH con giudizio underperform e target price a 5,4 euro per azione.