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Piazza Affari soffre ancora. Niel mette al tappeto Telecom, Mps tenta il rimbalzo

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Mercati ancora nervosi tra timori da Brexit e delicata situazione del settore bancario italiano. Dopo la prima ora di contrattazioni Piazza Affari cede circa l’1% in linea con le altre principali Borse europee. E’ corsa ai beni rifugio con l’oro che nella notte ha toccato i nuovi massimi a oltre due anni a 1.371 dollari l’oncia.

La sterlina aggiorna i minimi a 31 anni sotto quota 1,30 contro il dollaro – con la Bank of England in azione (allentati i requisiti di capitale per le banche con Countercyclical Capital Buffer sulle esposizioni delle banche britanniche da 0,5% a zero) e Mark Carney che ha sottolineato come siano già emersi segnali di rallentamento economico post-Brexit. 
 
Indicazioni deludenti dagli ordini di fabbrica in Germania, che a maggio hanno mostrato una variazione nulla rispetto al mese precedente e un calo dello 0,2% su base annua. In giornata spicca l’intervento di Mario Draghi a Francoforte, dove aprirà l’ottava conferenza di statistica della Bce. 
 
Sul fronte banche centrali, la Riksbank ha confermato il repo rate a -0,5% e alla luce della maggiore incertezza del contesto internazionale ora valuta che ci vorrà più tempo prima che il livello dei tassi cominci ad essere alzato. 
 
A Piazza Affari si segnala il tentativo di rimbalzo per Banca Mps (+12%), su cui la Consob ha disposto il divieto temporaneo alle vendite allo scoperto per l’intera seduta odierna. nelle precedenti due sedute il titolo dell’istituto senese ha ceduto rispettivamente il 13% e il 19% dopo la lettera Bce che ha sollecitato un piano triennale per ridimensionare i crediti in sofferenza della banca. In attesa del 29 luglio quando verranno divulgati i risultati degli stress test, il Tesoro è al lavor sull’ipotesi di una ricapitalizzazione dell’istituto a scopo precauzionale per coprire gli eventuali ammanchi patrimoniali che emergeranno dagli stress test. Secondo quanto riportato oggi da Repubblica, in un nuovo fondo confluirebbe una buona fetta dei 47 miliardi di crediti deteriorati (dopo Atlante potrebbe vedere la luce “Giasone“) capitalizzato con 5-6 miliardi in aggiunta agli 1,7 mld residui di Atlante. La cessione dei crediti deteriorati di Mps dovrà avvenire a prezzi scontati rispetto ai valori di bilancio, emergeranno delle perdite che dovranno essere coperte da un nuovo aumento di capitale con garanzia statale. 
 
Giornata difficile invece per Telecom Italia, giù di oltre il 7% dopo che Xavier Niel ha detto di essere pronto a vendere le opzioni che detiene sul 15% del capitale della tlc italiana. Niel ha sottolineato che ha un interesse finanziario marginale di 25 milioni di euro in Telecom e che sarà venduto nelle prossime settimane.