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Piazza Affari si riprende nel finale, Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,45% -2-

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Le richieste sono state superiori a 4,5 miliardi di euro, pari quindi a oltre 9 volte l’ammontare dell’offerta. L’operazione rientra tra le azioni di ottimizzazione della struttura dell’indebitamento attraverso l’allungamento della durata media del debito e la diversificazione delle fonti di finanziamento. In luce sia Enel, che ha mostrato un progresso dello 0,17% a 4,31 euro, che la controllata Green Power (+0,92% a 1,65 euro). Di contro è scivolata Stm (-2,13% a 8,71 euro). Nelle sale operative hanno segnalato che a deprimere il titolo è stata la trimestrale di Cisco Systems, che ha archiviato il secondo trimestre dell’anno fiscale con utili in calo del 18% e ricavi in aumento del 6% a 10,41 miliardi di dollari. Dati al di sotto delle attese degli analisti. In realtà a fare scacco matto su Stm è anche l’effetto Nokia, che alla Borsa di Helsinki hanno segnato un tonfo fragoroso. Del resto l’azienda italo-francese è il primo fornitore della società di telefonini, che questa mattina ha annunciato un accordo strategico con Microsoft, focalizzato sugli smarthphone.

Settore bancario contrastato a Piazza Affari all’indomani dell’incontro tra Mario Draghi e i principali istituti di credito del Paese. Il governatore di Bankitalia non ha usato troppi giri di parole, invitando le banche ad adottare una politica più prudente sulla distribuzione dei dividendi. Un invito che riflette la situazione del credito in Italia, accompagnata da una crescita economica ancora limitata. Senza dimenticare il delicato appuntamento con i nuovi stress test a livello europeo e le regole più stringenti sul capitale di Basilea 3. La Popolare di Milano ha ceduto lo 0,49% a 3,02 euro, Ubi Banca lo 0,07% a 7,45 euro, mentre il Banco Popolare è arretrato dello 0,19% a 2,60 euro. Secondo gli analisti, le vendite riflettono “movimenti tecnici” nel giorno della chiusura dell’aumento di capitale da 2 miliardi di euro. Sono invece finite in positivo Monte dei Paschi (+0,21% a euro), Unicredit (+0,70% a 1,863 euro) e Intesa SanPaolo (+0,82% a 2,45 euro).