Piazza Affari si riprende nel finale di seduta, Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,45%

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 11/02/2011 - 17:49

La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo scattando nel finale dopo l'annuncio delle dimissioni del presidente egiziano, Hosni Mubarak. A dare fiato al listino ci ha pensato anche la fiducia americana di febbraio, calcolata dall'Università del Michigan, salita oltre le attese a 75,1 punti. E così, dopo la debolezza della prima parte di giornata, a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,44% a 22.695 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dello 0,38% a quota 23.307.

Attenzione molto alta intorno ai titoli del Lingotto: Fiat ha guadagnato lo 0,14% a 7,16 euro, Fiat Industrial l'1,46% a 10,40 euro. Domani a Palazzo Chigi è atteso l'Ad della casa automobilistica, Sergio Marchionne, per un incontro con il premier Berlusconi. Un appuntamento reclamato da più parti, dopo le recenti dichiarazioni rilasciate da Marchionne su una possibile fusione con Chrysler e l'ipotesi del trasloco del gruppo a Detroit, che ha sollevato non poche polemiche. Oggetto della riunione saranno lo stato di attuazione e le prospettive del progetto Fabbrica Italia e l'evoluzione dell'integrazione tra Fiat e Chrysler. Bene Pirelli (+1,66% a 6,11 euro) all'indomani del collocamento di bond per 500 milioni di euro. Ieri in tarda serata è stato reso noto che il gruppo della Bicocca ha concluso con successo il collocamento presso investitori istituzionali internazionali di un prestito obbligazionario, unrated, sul mercato Eurobond per un importo nominale complessivo di 500 milioni di euro.

Le richieste sono state superiori a 4,5 miliardi di euro, pari quindi a oltre 9 volte l'ammontare dell'offerta. L'operazione rientra tra le azioni di ottimizzazione della struttura dell'indebitamento attraverso l'allungamento della durata media del debito e la diversificazione delle fonti di finanziamento. In luce sia Enel, che ha mostrato un progresso dello 0,17% a 4,31 euro, che la controllata Green Power (+0,92% a 1,65 euro). Di contro è scivolata Stm (-2,13% a 8,71 euro). Nelle sale operative hanno segnalato che a deprimere il titolo è stata la trimestrale di Cisco Systems, che ha archiviato il secondo trimestre dell'anno fiscale con utili in calo del 18% e ricavi in aumento del 6% a 10,41 miliardi di dollari. Dati al di sotto delle attese degli analisti. In realtà a fare scacco matto su Stm è anche l'effetto Nokia, che alla Borsa di Helsinki hanno segnato un tonfo fragoroso. Del resto l'azienda italo-francese è il primo fornitore della società di telefonini, che questa mattina ha annunciato un accordo strategico con Microsoft, focalizzato sugli smarthphone.

Settore bancario contrastato a Piazza Affari all'indomani dell'incontro tra Mario Draghi e i principali istituti di credito del Paese. Il governatore di Bankitalia non ha usato troppi giri di parole, invitando le banche ad adottare una politica più prudente sulla distribuzione dei dividendi. Un invito che riflette la situazione del credito in Italia, accompagnata da una crescita economica ancora limitata. Senza dimenticare il delicato appuntamento con i nuovi stress test a livello europeo e le regole più stringenti sul capitale di Basilea 3. La Popolare di Milano ha ceduto lo 0,49% a 3,02 euro, Ubi Banca lo 0,07% a 7,45 euro, mentre il Banco Popolare è arretrato dello 0,19% a 2,60 euro. Secondo gli analisti, le vendite riflettono "movimenti tecnici" nel giorno della chiusura dell'aumento di capitale da 2 miliardi di euro. Sono invece finite in positivo Monte dei Paschi (+0,21% a euro), Unicredit (+0,70% a 1,863 euro) e Intesa SanPaolo (+0,82% a 2,45 euro).

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