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Piazza Affari si prende una pausa, FTSE Mib sopra i 19mila punti

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Piazza Affari ha chiuso poco mossa prendendosi una pausa dopo i recenti rialzi. La settimana è stata caratterizzata dalla decisione della Federal Reserve di alzare i tassi d’interesse allo 0,75%. Una decisione ampiamente attesa dal mercato ma che si è comunque riflessa sul dollaro, che ha proseguito il rafforzamento con il cambio euro/dollaro sceso ai minimi dal 2003, e sul Treasury, il cui rendimento è salito ai massimi dall’estate 2014. Tante le storie societarie finite sotto i riflettori con un focus particolare su Mediaset, Unicredit e Mps. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso in lieve rialzo dello 0,11% a 19.014,75 punti.

Generali (+1,6 a 14,4 euro) protagonista di giornata in scia ai rumors sull’interesse di Allianz per le attività francesi del Leone, che rappresentano il 15% dell’utile operativo della compagnia triestina. Secondo gli analisti Equita è indubbio che l’uscita dalla Francia ravviverebbe la speculazione su una possibile combinazione con Axa rimuovendo ostacoli Antitrust in Francia. Su questo punto gli analisti sono rimasti cauti: “giudichiamo possibile la cessione della Francia mentre improbabile una combinazione con Axa date le conseguenze politiche del deal”. Tra i migliori sul listino milanese da segnalare STM (+2,05 a 10,43 euro) e Salvatore Ferragamo (+2,89% a 22,38 euro). Ferrari (+0,27% a 56,05 euro) ha aggiornato in mattinata i massimi storici a 56,40 euro e gli analisti di Equita hanno le stime per il periodo 2017-18 sulla casa di Maranello.

Colpo di coda di Mps (+1,3% a 20,93 euro) con la Consob che ha dato il via libera per inserire nel programma di conversione volontaria anche i 2,2 miliardi di euro di subordinati Upper Tier 2 con scadenza maggio 2018, venduti nel 2008 con tagli minimi da 1.000 euro agli sportelli della banca per finanziare la sciagurata acquisizione di Antonveneta. Nel prospetto dell’aumento la Bce ha fatto sapere che la situazione della liquidità della banca senese si è deteriorata e, dopo il referendum, ha raggiunto un orizzonte temporale di 29 giorni. Tra le banche buona invece la performance di Banco Popolare (+1,08 a 2,42 euro) e Popolare di Milano (++1,38 a 0,38 euro).