Piazza Affari si conferma debole. Exor più vivace. Per analisti beneficerà cessioni Fiat

Inviato da Micaela Osella il Ven, 11/02/2011 - 10:18

Si conferma debole Piazza Affari dopo un'ora di contrattazioni, con il Ftse Mib in calo dello 0,2% a 22.553 punti. La delicata situazione in egitto desta preoccupazioni tra gli investitori europei. Del resto il paese africano è un importante snodo per gli scambi di petrolio e riveste inoltre una posizione geopolitica importante tra Occidente e mondo arabo. "La radicalizzazione della folla sta diventando un pericolo", osserva Sherif el Diwany, direttore egiziano del World Economic Forum per il Medioriente e l'Africa del Nord. "Sarebbe saggio se (Mubarak, ndr) delegasse i suoi poteri al vice presidente" Suleiman, aggiunge. Una delle possibili fonti del radicalismo sono i Fratelli Musulmani, il principale gruppo di opposizione in Egitto, che ha però aderito alle proteste contro il governo in vigore dal 25 gennaio solo in un secondo momento.

Secondo El Diwany, la Confraternita gode di circa il 20% del sostegno della popolazione egiziana, ma questa percentuale potrebbe aumentare con il crescere della frustrazione. Israel Elad-Alterman, ricercatore esperto dell'Istituto di politica e strategia al Centro interdisciplinare di Herzilya a Israele, mette in guardia dal fatto che se il Partito nazionale democratico (Pnd) di Mubarak venisse sciolto, molti potrebbero essere tentati di aderire ai Fratelli Musulmani, indicato come il candidato più probabile per diventare il nuovo partito al potere, preservando così il loro status e la loro posisizone. "Vi è una possibilità reale che la Fratellanza prenda il potere - dice Elad-Alterman -. Loro hanno più sostenitori e più elettori di tutti gli altri partiti di opposizione messi insieme".

Gli investitori sono tornati ad alzare la guardia anche in Europa, dopo che ieri l'asta portoghese è andata a buon fine, ma con tassi volati a livelli senza precedenti, pari al 7,63%. Oltreoceano quest'oggi verrà invece annunciato l'indice sulla fiducia dei consumatori, misurato dall'Università del Michigan. Saranno inoltre resi noti i numeri relativi al commercio estero di dicembre. Intanto prosegue la stagione delle trimestrali. Sul listino di Milano riduce le perdite Stm (-2,98%), che si conferma comunque maglia nera del paniere di riferimento, dopo aver lasciato sul campo il 5% in apertura.

Le quotazioni dell'azienda italo-francese sono trascinate in basso dallo scivolone di Nokia, il suo principale cliente. Questa mattina l'azienda finlandese ha annunciato un accordo strategico con Microsoft, focalizzato sugli smarthphone: in pratica Windows Phone di Microsoft diventerà la principale piattaforma degli smartphones di Nokia. Il mercato, però, non apprezza, anche in assenza di specifici target finanziari sul 2011, al punto che sta facendo scivolare i titoli del gruppo quotato a Helsinki di oltre il 10%. Sotto pressione anche Banco Popolare (-2,78%), Italcementi (-1,91%) e Intesa Sanpaolo (-1,44%). Più limitato il calo di Fonsai (-1,36%), Unicredit (-1%) ed Mps (-0,96%).

Pochi i rialzi, con Saipem (+2%), favorita da un rapporto degli analisti di James Evan, che hanno indicato buone prospettive per il gruppo che ha diffuso i risultati nella vigilia. Segno più anche per Pirelli (+1,5%) e Campari (+1,18%). Cauta Fiat (+0,14%), più brillante Exor (+1,25%). Sulla finanziaria del gruppo Agnelli, si fa largo la speculazione. Exor si appresta a varare una riorganizzazione, nell'ambito della quale dovrebbe rafforzarsi il potere di John Elkann. Indiscrezioni sull'operazione, che dovrebbe essere varate oggi, sono state pubblicate oggi sul Sole 24 Ore e sul Fatto Quotidiano. Secondo quanto si apprende da fonti torinesi, nel primo pomeriggio di oggi dovrebbe riunirsi il cda di Exor con all'ordine del giorno alcune decisioni sulla riorganizzazione della società di investimenti della famiglia Agnelli. La società si è trincerata dietro un laconico no comment. La redistribuzione delle deleghe all'interno di Exor tra l'attuale ad Carlo Sant'Albano ed il presidente John Elkann, porterebbe ad un coinvolgimento maggiore di quest'ultimo che potrebbe anche essere nominato nuovo ad.
 
Elkann è attualmente presidente della finanziaria, carica che ricopre anche alla Fiat e nell'accomandita Giovanni Agnelli e C, la cassaforte che controlla tutte le società partecipate della famiglia e tiene uniti i 90 discendenti degli Agnelli. Amministratore delegato di Exor oggi è Carlo Sant'Albano, che potrebbe quindi assumere altri incarichi. In tema di investimenti, Exor si prepara a varare una strategia che la vedrà sempre più focalizzata sul mercato asiatico, Cina in testa, e americano per arginare la dipendenza dal Lingotto. Dall'altra parte le risorse non mancano: la holding è tornata all'utile nel terzo trimestre 2010, chiuso con un utile consolidato di 30,9 milioni di euro a fronte di una perdita di 4,7 milioni nell'analogo periodo dell'anno scorso. Nei nove mesi l'utile è stato di 56 milioni (il rosso era 266,6 milioni). Il cda che dovrà approvare il bilancio 2010 è fissato per il 28 marzo, mentre il 28 aprile è convocata l'assemblea degli azionisti.
 
"Rimaniamo dell'idea che Exor potrebbe beneficiare di cessioni da parte di Fiat post scissione e che l'attuale sconto sul NAV superiore al 40% sia ingiustificato", commentano gli analisti di Intermonte nel report uscito questa mattina, in cui confermano il giudizio interessante sul titolo indicando il target price di 28 euro. I segnali erano nell'aria: a giugno Exor si è alleata con il gruppo Jardine Matheson e con Rothschild per investire in Cina e India, mentre a dicembre ha firmato un accordo con un prestigioso consorzio di investitori stranieri per acquistare il 18,6% della Brazilian Btg Pactual, principale banca d'investimento del Brasile.
 
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