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Piazza Affari: settore oil sotto pressione, acquisti su Fca in scia ai risultati

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L’andamento odierno degli scambi sulle principali piazze finanziarie europee è stato condizionato dal newsflow sul mercato petrolifero. Le parole del rappresentante russo presso l’Opec, Vladimir Voronkov, hanno allontanato le ipotesi di adesione della Russia all’accordo per il taglio della produzione di greggio. Il passo indietro della Russia, che si somma a quello dell’Iraq annunciato lo scorso lunedì, rende di fatto più complicata la possibilità che la dichiarazione d’intenti di Algeri si possa tradurre in un accordo effettivo nella prossima riunione del 30 novembre in programma a Vienna. Come naturale conseguenza i future sul Brent sono scivolati sotto i 50 $ per barile nella sessione pomeridiana di Londra.

In questo quadro a Piazza Affari il FTSE Mib ha in positivo dello 0,29% a 17.280,74 punti. Hanno sofferto tutti i titoli del settore oil, ma in particolare Saipem (-2,98% a 0,406 euro). Il gruppo guidato da Francesco Cao ha snocciolato ieri i risultati del terzo quarto del 2016. Conti alla mano, le evidenze del periodo luglio-settembre sono state positive, ma gli analisti non hanno gradito la revisione al ribasso dei target al 2017. Vendite anche su Tenaris, -2,89% a 13,06 euro, ed Eni, -1,02% a 13,54 euro.

Sempre sul fronte delle vendite Mps ha terminato gli scambi lasciando sul terreno il -8,64% a 0,269 euro, in una seduta che ha visto la volatilità sul titolo ridursi leggermente dopo i primi scambi su di giri. Lettere anche su Yoox Net-a-porter, -2,27% a 27,07 euro, penalizzata dai report di Exane e JP Morgan che vedono una debolezza di risultati nel 2017 a causa del deprezzamento della sterlina.

Fca chiude a 6,21 euro, in rialzo del 4,369%, all’indomani della trimestrale che ha messo in luce aggregati operativi solidi. Fra le banche, scambiate in ordine sparso, si mettono in mostra Bp, +3,5% a 2,66 euro, e Bpm, +2,54% a 0,42 euro.