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Piazza Affari: seduta interlocutoria con bancari e finanziari misti, male gli energetici

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Si è conclusa una seduta quantomeno interlocutoria per i mercati europei e per Piazza Affari. La partenza ben intonata era stata indirizzata principalmente dagli umori positivi sul comparto bancario.

La pubblicazione mattutina della serie di dati Pmi sulla produzione manifattura dell’Eurozona e dei principali Paesi del Vecchio Continente sembrava aver lasciato indifferenti i trader, sebbene avesse evidenziato in maniera chiara il divario ancora presente fra Paesi “core” e la periferia.

Il dato che ha maggiormente impressionato gli investitori è stato quello relativo alla Gran Bretagna, che ha mostrato un balzo dell’indice Pmi a 53,3, i massimi da 10 mesi. Le evidenze macroeconomiche stanno pian piano vanificando tutti i timori espressi da operatori e analisti circa gli effetti restrittivi della Brexit sull’economia.

Sul fronte borsistico la giornata di Piazza Affari è stata scandita per la maggior parte del tempo dagli acquisti sui titoli bancari, in barba alle decisioni di Stoxx ltd che in un sol mese ha eliminato ben 4 titoli finanziari dal suo paniere principale, l’Euro Stoxx 50.

Il ritracciamento dell’ultima ora ha portato comunque ad una chiusura negativa del FTSE Mib, in ribasso dello 0,11% a 16.923,28 punti. Porta a casa la maglia rosa come miglior titolo della seduta Banca Mediolanum, con un guadagno dell’1,68% a 6,32 euro. Bper, che ha dominato per gran parte della sessione, chiude con un rialzo dell’1,8% a 3,5 euro. Positivi gli umori anche su UniCredit che termina a 2,34 euro, in rialzo dell’1,38%.

In generale, il comparto bancario ha beneficiato dei rumors, già in circolazione da ieri, circa le prove di matrimonio fra Deutsche Bank e Commerzbank, con il numero uno di DB che ha auspicato una nuova ondata di M&A nel settore, al fine di rilanciarne la redditività. La maggior flessibilità mostrata da Angela Merkel nei confronti dell’Italia ha contribuito a completare il quadro.

Maglia nera del listino a Fca, -2,7% a 6,02 euro. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne sconta le indiscrezioni circolate sulla stampa tedesca secondo cui il Ministero federale dei trasporti tedesco ha inviato una lettera alla Commissione europea per segnalare che Fiat Chrysler Automobiles utilizzerebbe un dispositivo illegale per disattivare, nei motori diesel, gli impianti di trattamento dei gas di scarico.

Molto deboli i titoli energetici, penalizzati dal pesante deterioramento del quadro fondamentale e tecnico delle quotazioni del petrolio (Wti sotto i 45 dollari al barile al momento della scrittura).