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Piazza Affari: seduta contrastata penalizzata dai ribassi del petrolio, prese di profitto sui bancari

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Con la riapertura delle piazze americane, chiuse ieri per il “labor day”, tornano maggiori volumi sui mercati azionari, nella prima settimana completa del mese di settembre. La giornata borsistica per le piazze del Vecchio Continente è stata contrastata, condizionata dal deterioramento degli umori a Wall Street. Gli investitori si mantengono comunque cauti, in attesa del meeting del board Bce in programma giovedì.

Gli analisti scommettono che Mario Draghi lasci i tassi invariati, ma proceda con un allungamento della scadenza del programma di Quantitative Easing fino a settembre 2017.

In questo quadro anche Piazza Affari ha risentito del clima negativo, con l’indice FTSE Mib che ha concluso le contrattazioni in ribasso dello 0,80% a 17.052,57 punti. Chiudono in rosso i titoli dell’oil, condizionati dalla volatilità sul mercato dell’oro nero, dopo una mattinata trascorsa in territorio positivo.

L’accordo preso ieri fra i ministri dell’Energia di Russia e Arabia Saudita non convince i mercati, trattandosi di fatto di una mera dichiarazione di intenti che non contempla un limite numerico all’output dei Paesi produttori. A fine giornata Saipem ha ceduto l’1,10% a 0,41 euro mentre Eni ha chiuso in perdita del -0,65% a 13,74 euro. Maglia nera del settore a Tenaris che lascia sul parterre il 2,1% a 12,17 euro.

Lettere sul comparto bancario, con prese di profitto generalizzate che hanno colpito in particolare il Banco Popolare, scivolato del 2,5% a 2,34 euro, e Bpm a 0,39 euro dopo un ribasso del 2,37%. Sul comparto finanziario vanno in controtendenza la finanziaria Unipol, +1,4% a 2,58 euro, e la compagnia assicurativa UnipolSai, +1,37% a 1,54 euro.

Giornata vivace per Leonardo Finmeccanica che guadagna lo 0,68% a 10,40 euro, traendo spunto dalle indiscrezioni circa una possibile integrazione con Airbus.